Futurshow 3001 tra videofilm e cinegame

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Il futuro per il cinema orientato verso la convergenza digitale

Il forte potere unificante delle nuove tecnologie si traduce nel concetto di convergenza. Film sintetici interamente realizzati su supporto digitale, attori fatti di bit con i quali è possibile interagire, game che si basano su sceneggiature e inquadrature cinematografiche, effetti speciali sofisticati. Ma con e oltre lalta tecnologia digitale, un ruolo importante è giocato dalla creatività di chi idea i contenuti. Questo il tema affrontato nel convegno che si è svolto ieri, sabato 7 aprile, a Futurshow 3001 dal titolo Videofilm o Cinegame? Il futuro della convergenza digitale. Cosa sta succedendo nel mondo della convergenza digitale? Crossmedialità è oggi la parola dordine dellindustria dellentertainment?. Questi gli interrogativi con i quali Ivo Mej, moderatore dellincontro, introduce largomento del dibattito agli ospiti. Esperti di produzioni multimediali come Lorenzo Miglioli (Amministratore Delegato di Mimic) e uomini di cinema come Stefano Della Casa (Direttore Torino Film Festival), sembrano concordare sulla nascita di un nuovo genere mediale, posto a metà strada tra cinema e videogioco. Lo sviluppo della tecnologia digitale è solo il primo passo verso lintegrazione di diversi modelli narrativi alla base della quale è necessario lapporto creativo di autori che sappiano raccontare, sollecitando nello spettatore la capacità di crescere con queste nuove realtà multimediali come sostiene Lorenzo Miglioli. Non bisogna farsi spaventare dal nuovo, dagli attori di sintesi, protagonisti di molte recenti produzioni cinematografiche sottolinea Stefano Della Casa ma è importante mantenere un occhio ai contenuti che, con e oltre le nuove tecnologie, devono essere capaci di suscitare emozioni. I film tratti da videogiochi, da fumetti o da serie tv saranno sempre più numerosi, perché Hollywood vive oggi una crisi di idee. Per il futuro la strada sembra essere ampiamente disegnata anche se non si deve rinunciare alla specificità dei due mezzi. Su questo è stato chiaro Roy Zinsenheim, direttore di Game Arena, secondo il quale, i passaggi tra cinema e game non sono quasi mai riusciti. Se il cinema ricerca linterattività a tutti i costi, smette di essere cinema. Alle stesse conclusioni giunge Walter Minucci, giornalista del Corriere della Sera, che pone laccento sulle nuove frontiere aperte dai game fruibili on line, un fenomeno di cui si parla molto ma ancora scarsamente condiviso. Tra i contenuti audiovisivi proposti durante lincontro The Watchmaker, quasi un film interattivo, niente armi né ritmi frenetici per un videogioco che fa riflettere e crea atmosfere molto vicine a quelle cinematografiche, spiega Massimiliano Sacchi, creativo di Trecision. Carlo Alfano (Digital Effect Supervisor di Chinatown) pone laccento su come la convergenza di mezzi diversi, provochi inevitabilmente unintegrazione sempre più stretta tra talenti provenienti da differenti settori.

Autore: ITespresso
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