Galateri di Genola: Austrada e alfabetizzazione digitale come lo switch-off del digitale terrestre

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Continua sui media il dibattito sulla necessità della banda larga e super-Internet. Alfabetizzazione telematica per una rivoluzione copernicana di Pmi e cittadini italiani: per cogliere le opportunità del digitale e dei servizi online

A tenere banco in Italia non sono solo le indiscrezioni sulla (possibile?) fusione Telefonica-Telecom Italia : Gabriele Galateri di Genola , presidente di Telecom Italia. Ma a catalizzare l’attenzione dei media sono soprattutto due temi: da un lato, il futuro della rete Telecom; dall’altro, l’evoluzione delle reti Ngn in Italia (l’upgrade tecnologico che potrebbe diventare un volano per la ripresa).

Galateri di Genola, in qualità di delegato di Confindustria per le comunicazioni e lo sviluppo della Banda larga, ha ripreso le fila del discorso sulle pagine de IlSole24Ore.com (articolo 6 febbraio 2010), mettendo in luce alcuni aspetti fondamentale.

Innanzitutto, la riforma della PA Digitale voluta dal ministro Renato Brunetta (che punta su de-materializzazione, digitalizzazione e servizi online) non può fare a meno della banda larga in Italia. Ma l’adozione della super-broad band non può prescindere né da un salto di qualità dei servizi online (sempre più numerosi, ben gestiti, organizzati e mirati) né da unrivoluzione copernicana di Pmi e cittadini italiani. Le piccole e medie aziende (ma anche scuola e cittadini) devono cogliere le opportunità dell’innovazione digitale e dei servizi online (per tagliare costi, accorciare le distanze tra PA e cittadini e spingere sulla competitività), anche grazie a un’opera di Alfabetizzazione telematica.

L ‘Autostrada del Sole Digitale, auspicata dall’editoriale del 27-2-1010 di Orazio Carabini , deve accompagnarsi a una necessaria e parallela operazione di alfabetizzazione telematica: per dare “l’avvio di un ampio processo di digitalizzazione dell’economia, che a quel punto sarebbe possibile con uno switch-off simile a quello in corso per il Dtt“.

Per superare il Digital Divide, serve anche e, forse soprattutto, il superamento del Cultural Divide. Combinando e integrando le opportunità della banda larga e della riforma della PA digitale, sarà possibile cogliere i frutti dell’innovazione dell’IT.

Infine, in questo momento di fragile ripresa, esposta ai venti avversi delle Borse, ricordiamo le recenti parole del ministro Scajola: la banda larga porterebbe 50mila posti di lavoro con 33mila cantieri contro la crisi in funzione anti-ciclica. Forse, per sbloccare gli 800 milioni di euro congelati (per superare il Digital divide) e preparare un vero piano per la super-banda larga, potrebbe essere il momento giusto.

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