Garante alla riscossa

Sicurezza

L’ufficio dell’Autorità ha aumentato la propria attività e i risultati sono
stati illustrati in occasione della Relazione annuale al Parlamento presentata
dall’organismo di garanzia

Dalle intercettazioni alla pubblica amministrazione, dati, da Internet al credito al consumo, dalla riservatezza nelle strutture sanitarie alla propaganda elettorale, dalla scuola agli alberghi, dalla videosorveglianza al diritto di cronaca, dalla vita condominiale al recupero crediti. Questi i settori interessati nel 2005 dai principali interventi dell’ Autorità per la protezione dei dati personali. L’anno scorso l’Autorità si è soffermata in particolare sulle possibilità offerte dalle nuove tecnologie di raccolta e conservazione di dati personali, sulla necessità della messa in sicurezza delle banche dati, sul ricorso crescente ai dati biometrici e sul potenziale uso indiscriminato dei dati personali più delicati. Importante l’iniziativa nei confronti della Pubblica amministrazione per recuperare il ritardo nella predisposizione dei regolamenti sul trattamento dati sensibili e giudiziari. Spazio poi alla promozione della privacy come valore aggiunto per le imprese e alla funzione di risorsa che la protezione dei dati può svolgere nel mercato globale. L’ultimo argomento particolarmente scottante sul quale è intervenuto il Garante riguarda le intercettazioni telefoniche. In particolare il Garante per la Protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, durante la presentazione della relazione annuale al Parlamento ha dichiarato: ”Pubblicare pressoche’ integralmente in forma grezza, senza alcuna intermediazione e commento” i brogliacci ”contenenti il riassunto delle conversazioni telefoniche, redatti da un operatore di giustizia, finalizzati ad essere conservati, valutati e utilizzati da altri operatori di giustizia”, non sempre e’ un servizio utile alla formazione di un libero convincimento del lettore”. Al Csm, afferma il Garante, ”abbiamo chiesto di attivarsi perche’ siano migliorate ”le garanzie e le misure di sicurezza a tutela della riservatezza delle informazioni processuali” e al Parlamento ”una revisione normativa che preveda la possibilita’ per l’Autorita’ di comminare sanzioni amministrative di carattere pecuniario, qualora si accerti la violazione dei principi contenuti nel Codice deontologico”.

Autore: ITespresso
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