Garante della privacy: intervento a 360 gradi

CyberwarSicurezza

Luci e ombre nell’intervento di Stefano Rodotà. Il bilancio dell’impatto della tecnologia sulla privacy pende troppo sui rischi di schiavitù digitale

Il diritto alla privacy è s otto attacco: la relazione sull’attività 2004 dell’organo a tutela della privacy non usa mezzi termini e parla di schiavitù o gogna elettronica. “La privacy è di tutti“, ha sottolineato nella sua relazione Stefano

Rodotà, Garante della privacy, ribadendo che gli interventi dell’authority hanno riguardato “milioni di persone”. Nel 2004 il garante per la protezione dei dati personali, che quest’anno dopo il testo Unico sulla Privacy, ha varato il Codice di deontologia sulla ricerca statistica privata e sul credito al consumo, ha raddoppiato rispetto all’anno precedente le risposte fornite a segnalazioni e reclami (7.770 rispetto a 3.796), ha deciso 731 ricorsi per sospetta violazione del codice, ha incrementato del 45% le ispezioni e ha risposto a 13.000 email di cittadini in cerca di informazioni, mentre 10.000 sono state le risposte a richieste di informazioni per telefono. Videofonini, spamming, videosorveglianza: ecco alcune delle tematiche trattate dal Garante nel rapporto annuale. Sotto la lente del Garante sono finiti anche i motori

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ricerca, rei di trovare troppi dettagli, esponendo le persone alla “gogna elettronica”

Autore: ITespresso
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