Garante Privacy avvia consultazione sullo IoT

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Il Garante per la privacy ha dato il via una consultazione pubblica, per delineare le misure per la tutela dei dati personali nell’era di Internet delle Cose (IoT)

Il mercato di Internet of Things (IoT) si fa largo anche in Italia e la normativa deve stare al passo con il proliferare delle tecnologie. Il Garante per la privacy ha dato il via una consultazione pubblica, per delineare le misure per la tutela dei dati personali nell’era di Internet delle Cose (IoT).

Riporta l’Ansa che ”la possibilità per gli oggetti di ‘dialogare’ e interagire tra loro attraverso sensori, senza l’intervento umano e mediante reti di comunicazione elettronica – precisa il Garante in una nota – presenta indubbi vantaggi per la vita di tutti i giorni, ma anche rischi che è bene non sottovalutare. L’interconnessione di questi oggetti e sistemi – che non interessa solo smartphone e pc, ma anche dispositivi indossabili, sistemi di automazione domestica e geolocalizzazione – comporta infatti la raccolta, la registrazione e l’elaborazione di dati di utenti spesso inconsapevoli. Questi dati consentono non solo di costruire profili dettagliati delle persone, basati sui loro comportamenti, abitudini, gusti, perfino sul loro stato di salute, ma di effettuare anche un monitoraggio particolarmente invasivo sulla loro vita privata e di mettere in atto potenziali condizionamenti della loro libertà”.

Garante Privacy avvia consultazione sullo IoT
Garante Privacy avvia consultazione sullo IoT

Grazie alla consultazione pubblica, l’Autorità vuole “acquisire elementi sulle modalità di informazione degli utenti, anche in vista di un eventuale consenso; sulla possibilità che fin dalla fase di progettazione dei servizi e dei prodotti gli operatori coinvolti adottino soluzioni tecnologiche a garanzia della privacy degli utenti (la cosiddetta “privacy by design”); sul ricorso a tecniche di cifratura e anonimizzazione delle informazioni; sulla interoperabilità dei servizi; sulla adozione di strumenti di certificazione”.

In totale, secondo uno studio di Emc su Internet delle Cose (ioT), verranno generati 44 zettabyte di dati: pari a una pila di iPad Air lunga quanto 2/3 del percorso verso la luna. Le aziende italiane di tutte le dimensioni, dovranno adeguarsi in fretta al nuovo scenario, colmando il gap.

Sono servizi offerti dal cosiddetto ‘Internet delle cose’ (in inglese, ‘Internet of Things’, IoT): gli impianti di riscaldamento che si accendono da remoto con lo smartphone, frigoriferi che segnalano i cibi in scadenza, i sistemi di trasporto in grado di incrementare in automatico il numero delle corse sulla base degli accessi registrati ai tornelli, gli orologi intelligenti che inviano al nostro medico dati relativi ad eventuali anomalie nel nostro stato di salute.

Ora il Garante per la privacy ha deciso di avviare una consultazione pubblica. Contributi, osservazioni, proposte da parte dei soggetti coinvolti – stakeholder a partire dal mondo dell’imprenditoria, dalla ricerca scientifica, dai consumatori – dovranno giungere al Garante entro 180 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’avviso di avvio della consultazione, anche via posta elettronica all’indirizzo: iot@gpdp.it.

Il 67% delle aziende italiane dichiara di essere già in grado di ricavare dai dati a disposizione informazioni utili al proprio business, contro il 92% della Cina e l’88% dell’India. Nel nostro Paese, solo il 21% giudica molto innovativa la strategia tecnologica della propria azienda. Il gap va colmato. Ora diamo uno sguardo al mondo.

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Autore: ITespresso
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