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Garante Privacy, giro di vite sulle carte fedeltà

La catena GS ha ricevuto una multa da 54 mila euro. Le carte fedeltà dei supermercati non devono spiare i clienti per effettuare marketing a spese della privacy

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Il Garante della Privacy aveva già messo sotto la lente le carte fedeltà dei supermercati, con cui i clienti accumulano punti per ottenere premi e sconti.

Ma utilizzare i dati dei consumatori per il marketing richiede l’approvazione esplicita dei clienti, che devono sapere a chi possono finire le informazioni raccolte.

La prima a essere multata è la catena GS, controllata di Carrefour e con 400 punti vendita: dovrà pagare 54 mila euro di sanzione. schedare i clienti, i loro gusti, le loro scelte nel carrello della spesa, sarebbe dovuto avvenire con il consenso informato. Invece “non veniva specificato che i dati personali dei clienti sarebbero stati utilizzati anche ai fini di analisi delle abitudini, delle scelte di consumo e per strategie di marketing”. A supermercati e ipermercati conviene mettersi in regola. L’Authority poi si augura che anche il legislatore intervenga su queste enormi banche dati. La tessera fedeltà non deve significare essere spiati e invasi da pubblicità su misura.

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