Garante Privacy: Videosorveglianza a prova di privacy

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Il Garante mette in nero su bianco le nuove regole per l’uso dei sistemi di videosorveglianza. Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno

La video-sorveglianza cresce. Il Grande Fratello imperversa. Ma il Garante Privacy, Francesco Pizzetti, fissa i paletti: la videosorveglianza deve essere a prova di privacy e non entrare in conflitto con i diritti individuali e la libertà dei cittadini.

Per esempio appositi cartelli dovranno segnalare la presenza di telecamere collegate con le sale operative delle forze di polizia. C’è l’obbligo di sottoporre alla verifica del Garante privacy, prima della loro attivazione, i sistemi che presentino rischi per i diritti e le libertà fondamentali delle persone, come i sistemi tecnologicamente avanzati o “intelligenti”. Verranno conservate a tempo le immagini registrate. Rigorose misure di sicurezza verranno prese a protezione delle immagini e contro accessi non autorizzati.

Il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno.  Il provvedimento generale, che sostituisce quello del 2004 e introduce importanti novità, si è reso necessario in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia: tra questi, quelli più recenti che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze in materia di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, così come le norme, anche regionali, che hanno incentivato l’uso di telecamere.

Il provvedimento, di cui è stato relatore Francesco Pizzetti, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, tiene conto delle osservazioni formulate dal Ministero dell’interno e dall’Anci. Ecco una sintesi delle nuove regole.

Autore: ITespresso
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