Gartner, non c’è pace nei Pc

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Nel Gartner Security Summit vengono smascherati alcuni miti della sicurezza informatica. Bisogna imparare a investire con più efficacia nel comparto sicurezza

Giunge oggi alla seconda e ultima giornata il convegno dove si stanno delineando le strategie e sono analizzate le tecnologie migliori e a più forte impatto contro le minacce che attentano quotidianamente il funzionamento di reti, Pc e mobile. A Londra il Gartner Security Summit ha innanzitutto puntato su uno “scoop”, demistificando anche criteri di sicurezza accreditati e soprattutto fornendo le priorità per investire in maniera mirata. Le spese nella sicurezza It sono destinate a crescere, ma devono essere funzionali e ancor più efficaci. La chiave di tutto è l’ottimizzazione della gestione complessiva: succede infatti che le aziende più protette sono quelle che spendono un po’ meno, ma sanno amministrarsi meglio. Vediamo come. È necessario prima di tutto che le aziende svolgano un’analisi accurata sui propri programmi di sicurezza per verificare cosa funziona e cosa invece è lacunoso. Quindi individuare se ci sono stati miglioramenti di anno in anno. Infine si dovrebbe dare maggiore attenzione al software test . Vanno evitati ritardi nelle identificazioni e non vanno mai introdotte nuove vulnerabilità nei programmi. Uno degli slogan più interessanti del Gartner Security Summit è il seguente: la sicurezza informatica non è una meta, è un viaggio. E come in ogni viaggio ciò che conta sono equipaggio e bagaglio, in questo campo sono fondamentali gestione e amministrazione più il software adeguato e aggiornato.

Autore: ITespresso
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