Gartner prevede una magra spesa di software

Workspace

Secondo la società di ricerche, il dollaro indebolito rispetto all’euro
ha gonfiato artificialmente la forte crescita riportata dalle software
house statunitensi: la previsione di spesa per il futuro è modesta.

In uno studio pubblicato questa settimana, Gartner Dataquest ha dovuto rivedere le stime relative ai profitti generati dal software l’anno scorso. Il tasso di cambio dell’anno scorso, infatti, in particolare il dollaro rispetto all’euro, ha distorto la previsione di spesa per il software di quest’anno, dipingendo una situazione migliore di quanto non sia in realtà, afferma l’analista di Gartner Joanne Correia. Alla fine dell’anno scorso, i 25 più forti produttori di software riportavano una crescita dell’8% nelle vendite ma, tenendo debitamente conto delle fluttuazioni dei tassi di cambio, la crescita va ridimensionata al 3-4%. Per l’anno in corso il trend sarà di spesa limitata, soprattutto per quanto riguarda nuovi contratti di licenza. A livello mondiale, difficilmente il settore godrà di un tasso di crescita a due cifre, come accaduto in passato. “Le previsioni delle aziende sono molto caute” spiega Correia. “Nei prossimi due anni probabilmente non supereremo una crescita del 15%”. Secondo Gartner Dataquest, il tasso annuale di crescita dei profitti per il segmento software registrato l’anno scorso è stato del 4,4%. Per il 2004 la società prevede una crescita del 7,4%, anche se buona parte proveniente da aggiornamenti al desktop di Windows e alla suite di produttività Microsoft Office. Il 2005 potrebbe segnare una svolta, guidata dalla necessità di adeguamento delle aziende agli standard industriali. “Tutte le maggiori aziende sono in fase di transizione dai vecchi sistemi proprietari ai sistemi standard”. Effettuata la transizione, le aziende saranno più favorevoli all’acquisto di nuovo software, dato che si troveranno con sistemi maggiormente “cost-effective”. Secondo le stime di Gartner, i profitti derivanti dal software cresceranno di circa l’8,5% nel 2005 e del 7,5% nel 2006.

Autore: ITespresso
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