Gasparri illustra il programma di iniziative per i sei mesi italiani di presidenza UE

Workspace

UMTS, broadband e tv digitale prioritarie in Italia

Come diffuso dal Ministero delle Comunicazioni, sono l’Umts, la banda larga e la tv digitale terrestre i tre grandi ambiti nei quali il ministero delle Comunicazioni si impegnerà nel corso del semestre italiano di presidenza Ue. A illustrare il programma delle iniziative è stato lo stesso ministro Maurizio Gasparri, nel corso di una conferenza stampa con giornalisti italiani e stranieri. Tre anche i grandi appuntamenti organizzati dall’Italia: dal 3 al 5 settembre a Viterbo un consiglio informale dei ministri delle tlc dedicato alla larga banda; dal 12 al 14 settembre a Siracusa un consiglio informale dei ministri per la Cultura e l’audiovisivo (con Gasparri e il ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani) su tv senza frontiere, tutela dei minori e nuove tecnologie; dal 23 al 25 ottobre a Cernobbio una conferenza interministeriale, aperta anche a operatori del settore, sulla tv digitale. Per quanto riguarda l’Umts, il ministro ha spiegato che ”l’Italia intende porre, nel corso del semestre di presidenza, particolare attenzione alla situazione attuale delle tlc in Europa con particolare riguardo allo sviluppo della telefonia mobile 3G a causa sia dei grandi investimenti fatti dagli operatori, sia delle ricadute delle tlc sullo sviluppo dell’economia europea”. Gasparri ha spiegato quindi che l’Italia solleciterà agli Stati membri ”la stesura di linee guida sulle ‘barriere all’ingresso’ e ‘barriere all’uscita’ dal settore. Si intende infatti capire quali siano gli ostacoli che ancora impediscono un convinto sviluppo del 3G, individuando ”i meccanismi più idonei a facilitare lo sviluppo e la diffusione dei nuovi servizi”, con interventi tali ”da non configurarsi come aiuti di Stato” e da non alterare ”le condizioni iniziali sulla cui base sono state rilasciate le licenze”. Per quanto riguarda in particolare le ‘barriere all’uscita’, Gasparri ha ricordato la necessità di avere indicazioni normative, avvalendosi dell’esperienza italiana maturata con il caso Blu, ma ha ricordato che chi ha acquisito la licenza Umts ha degli obblighi di copertura da rispettare: tuttavia, ha concluso, gli operatori potranno anche avvalersi del trading delle frequenze, in via di definizione con il Codice delle tlc, e della condivisione dei siti. La banda larga è un altro elemento importante di sviluppo, ha sottolineato il ministro, ricordando che l’Italia ha sollecitato l’utilizzo dei fondi strutturali europei nelle zone svantaggiate anche per diffondere l’Internet veloce. Nell’appuntamento di Viterbo, inoltre, ”l’Italia sosterrà la necessità di una gestione congiunta nelle fasi di avanzamento della proposta di direttiva sull’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale che tenga conto anche delle tematiche specifiche di banda larga”. Quanto al digitale terrestre, l’Italia, primo Paese a porre una data ravvicinata, il 2006 per lo switch-off dell’analogico, ”contribuirà in maniera determinante a portare la sua esperienza di esempio ad altri Paesi”. Gasparri ha ricordato che il ddl di riforma radio-tv impegna gli operatori, prima tra tutti la Rai, a creare le infrastrutture per il digitale terrestre in modo da essere pronti all’appuntamento del primo gennaio 2007. Ma ”già dal primo gennaio 2004 i braodcaster (in primis, ancora, la Rai) – ha sottolineato il ministro – dovranno poter avere le reti che coprano il 50% del territorio nazionale”. Per lo sviluppo del sistema digitale terrestre, secondo il programma italiano, ”sono auspicabili interventi di finanziamento dei Set Top Box, interventi di sostegno degli investimenti richiesti agli operatori per la conversione; interventi di finanziamento della produzione e sviluppo di contenuti e servizi interattivi di pubblica utilità per la tv digitale terrestre; interventi di comunicazione e promozione del nuovo mezzo televisivo”. Tra gli altri temi sul tavolo dei ministri nel semestre italiano, Gasparri ha ricordato la sicurezza delle reti, puntando sull’Agenzia europea per la quale è già previsto un bilancio di 24 milioni di euro per i primi cinque anni e sottolineando la candidatura dell’Italia a ospitarla, ”forte anche di essere stato il Paese promotore del primo codice di autoregolamentazione per l’accesso dei minori a Internet”. Ci sono poi i temi dello spettro radioelettrico; del settore audiovisivo, su cui la Commissione Ue ha chiesto all’Italia un supporto soprattutto sul fronte della tutela dei minori e dello sviluppo tecnologico, anche in vista della revisione della direttiva sulla tv senza frontiere; dei rapporti con le organizzazioni internazionali (in particolare Wto e Itu); della nuova regolamentazione del settore postale (nel corso del semestre potrà essere presentato al gruppo Ecofin un progetto di direttiva circa l’imposizione dell’Iva sui servizi postali).

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore