Geografia dei brevetti

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Un’indagine sui brevetti osserva pochi attori esterni all’azienda impegnati
nell’innovazione: la prossimità fisica e geografica non contribuisce più di
tanto in questo processo

Quando erano di gran voga i distretti industriali si diceva che l’innovazione beneficiasse della geografia e godesse della prossimità fisica e dei contatti informali tra i lavoratori di diverse aziende.Una ricerca su 6.945 brevetti sfata questo luogo comune: l’innovazione è un processo tutto interno all’impresa e la localizzazione geografica ha ben poco da spartire con esso. Gli inventori esterni se mai si trovano lontano dall’azienda. Lo studio emerge dall’articolo articolo Proximity of inventors and knowledge flows, scritto da Myriam Mariani (Cespri dell’università Bocconi) e Paola Giuri (Scuola superiore Sant’Anna di Pis a). Su 6.945 brevetti depositati in Europa, il 54,4% di essi è stato realizzato senza nessuna interazione informale con l’esterno. Per il 20,65% dei brevetti le interazioni con soggetti lontani sono state più significative di quelle con soggetti vicini. Al crescere del livello di istruzione, gli inventori privilegiano il ricorso a una rete di conoscenze sempre più ampia e dispersa, così come al crescere dell’età. Le politiche che promuovono lo scambio di conoscenza tra individui, concludono le due ricercatrici, non hanno a che fare con la localizzazione delle imprese, ma riguardano lo stimolo alle persone perché si costruiscano una dote di rapporti e relazioni ampia e importante.

Autore: ITespresso
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