La Germania, fra il dilemma Uber e l’algoritmo di Google

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Uber guadagna quanto Facebook
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Uber, dopo la messa al bando, torna libera in Germania. Intanto il ministro tedesco della Giustizia avanza una proposta shock: Google renda pubblico il suo algoritmo segreto, per favorire la concorrenza

L’IT sta vivendo strani giorni in Germania. Giorni che denunciano fibrillazione e nervosismo. Un ministro tedesco ha proposto la pubblicazione dell’algoritmo di Google, per risolvere i noti problemi della concorrenza nell’Unione europea (UE). Si tratta di una proposta shock per il motore di ricerca di Mountain View: dopo il varo del contestato diritto all’oblio, stabilito dalla Corte di Giustizia UE, sembra che il Vecchio Continente sia attraversato da fermenti luddisti ed estremisti anti tecnologia.

Heiko Maas, ministro della Giustizia tedesco, ha detto al Financial Times in un’intervista: “Sappiamo che Google copre circa il 95 per cento del mercato del search (in Europa, n.d.r.). È un numero impressionante. E sappiamo, chiunque utilizzi Internet, che chiunque non sia in cima ai risultati di una ricerca virtualmente non esiste, se così si può dire. Credo quindi che il potere di Google sui consumatori e gli operatori sia straordinario. Dobbiamo pensare a quali precauzioni mettere in campo per evitare che questo potere venga abusato. (…) Con un market share del 95 per cento, Google domina il mondo dei motori di ricerca, ed è in grado di influire sui suoi risultati in modo tale da promuovere i propri interessi. E questo non è accettabile”. Dopo una pioggia di critiche, il ministro ha cercato di smorzare i toni, definendo la sua proposta, “l’ultima spiaggia”, ma che non va sottovalutata la querelle della concorrenza dei servizi concorrenti a quelli di Google sulla pagina SERP. Assicurare la concorrenza e la visibilità di tutti i player ICT è priorità.

Uber, dopo la messa al bando, torna libera in Germania
Uber, dopo la messa al bando, torna libera in Germania

Dopo la messa al bando, torna in pista Uber, l’app per noleggiare auto, nonostante le accese proteste dei taxisti. Il tribunale di Francoforte ha revocato il divieto  verso l’applicazione che permette di prenotare tramite smartphone una vettura con autista a noleggio.  Secondo la corte, non era indispensabile un procedimento urgente per bloccare il servizio. L’opposizione delle lobby dei taxisti, che hanno denunciato la mancanza di licenze nel servizio Uber, non si ferma: Uber tornare libera e legittima, ma in Germania dovrà aspettare il pronunciamento finale sul ricorso.

Infine, sul fronte tasse, contro il dumping fiscale nella UE e per rispondere alle sfide fiscali dell’economia digitale“,, si va verso l’accordo Ocse – G20: sono stati fissati i primi 7 paletti contro l’ottimizzazione fiscale. Serve un freno all’evasione transfrontaliera delle imprese che spostano capitali, sedi a proprietà in diversi Paesi a seconda dei vantaggi fiscali.

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