La Germania dà ragione ai Taxi e mette al bando Uber

AziendeMarketingMercati e FinanzaMobility
Uber guadagna quanto Facebook
1 1 Non ci sono commenti

Taxisti uno, Uber zero. Uber, l’app per noleggiare un’auto da smartphone in mobilità, è fuori legge in Germania

La guerra dei Taxisti a Uber, l’app di auto on-demand per noleggiare un’auto da smartphone in mobilità, ha raggiunto un primo risultato: la Germania mette al bando Uber. L’azienda rischia 250 mila euro di multa nel caso di violazione del fermo temporaneo. Un tribunale tedesco ha stabilito che i guidatori di Uber non possiedono i permessi necessari per trasportare i passeggeri, secondo la legge tedesca.  I tassisti hanno trovato un giudice a Berlino, po meglio a Francoforte. La vottoria della lobby di Taxi, Taxi Deutschland Service Gesellschaft fuer Taxizentralen eG, contro Uber, verrà guardata al microscopio in altri Stati europei, dove le lobby dei taxisti protestano da mesi e cercano di far fuori l’app che liberalizza i taxi, bypassando le liberalizzazioni nazionali.

Ma Uber sfiderà le sanzioni tedesche, seppur salate: “Non è una buona idea ridurre le possibilità di scelta del pubblico riteniamo che innovazione e competitività facciano bene a tutti. Sono un vantaggio per i conducenti e i passeggeri. Non si può frenare il progresso“. La commissaria europea uscente per l’Agenda digitale, Neelie Kroes, si è sempre schierata contro questa sorta di ‘luddismo digitale’: “Sono indignata. È una decisione che non difende gli interessi dei passeggeri, ma protegge il cartello dei tassisti”.

Uber è messa al bando in Germania: i Taxi vincono in tribunale
Uber è messa al bando in Germania: i Taxi vincono in tribunale

L’applicazione del servizio di auto on-demand Uber, già disponibile su iOS per iPhone e Android, a luglio è stata rilasciata anche su WindowsPhone. Il servizio on-demand richiede l’iscrizione e i dati della propria carta di credito. Non si paga la tratta al conducente ma gli spostamenti vengono addebitati automaticamente sul proprio conto.

Uber, presente in 115 città, ha una valutazione destinata a crescere: l’ultima valutazione parlava di 18 miliardi di dollari. O almeno lo era, fino all’incidente della sewntenza tedesca. L’app di Uber (per iPhone, Windows Phone e Android) consente ai clienti di richiedere una corsa su auto private: si tratta di un servizio di noleggio con conducente.Una volta scaricata l’app, si apre una mappa che localizza sia l’utente sia l’auto (una berlina nera) più vicina, una schermata comunica il tempo di attesa previsto. Si prenota con un paio di click, si paga e si può lasciare un commento.

Ma è UberPop a rappresenare la vera sfida ai Taxi. A Milano è stata lanciata UberPop, dove si noleggia un’utilitaria (veicoli come Volkswagen Golf, Audi A4 e BMW 3ER) invece della berlina nera: il servizio è low-cost e fa concorrenza a quello dei taxi (Uber costa invece circa il 20% più del Taxi). Chi guida non è un taxista ma una persona che abbia la patente da almeno tre anni, la fedina penale pulita e un’auto con non più di otto anni: Uber trattiene un quinto dell’incasso. Fondata nel 2010 a San Francisco, il servizio è sotto pressioni in varie città del mondo, dove si è assistito a rivolte dei taxisti. Il Ceo Travis Kalanick ha definito Uber una delle startup a più rapida crescita di sempre. Anche Blackrock ha finanziato Uber con 175 milioni di dollari.

Il sito di Die Zeit sostiene che la procedura d’urgenza della Corte distrettuale di Francoforte ha effetto su tutto il territorio nazionale, quindi dovrà ha valore anche nelle filiali di Monaco, Berlino, Amburgo e Düsseldorf. Senza i permessi richiesti dalla normativa tedesca, Uber e UberPop non potranno funzionare in Germania.

E in Italia? Il servizio è pronto ad espandersi a Roma e a Torino, grazie alla normativa che nel 2008 ha aperto al noleggio con conducente purché inizi e termini la sua corsa in una rimessa. Ma, nonostante le pressioni delle lobby dei taxisti, serve un intervento Antitrust: “È necessario eliminare gli elementi di discriminazione competitiva esistenti, in una prospettiva di piena sostituibilità dei due servizi. L’inadeguatezza delle norme vigenti emerge anche alla luce dell’affermazione di piattaforme on line“.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore