Gilles Villeneuve e Michael Schumacher a confronto su Internet due miti della Formula 1

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Lindimenticabile campione canadese ha sul web oltre 50mila siti, che lo hanno fatto diventare unicona senza tempo. Gli sconcertanti fatti del Gran Premio dAustria di ieri fanno rimpiangere la Ferrari e i piloti del passato

L8 maggio del 1982 moriva a Zolder, durante le prove di qualificazione del Gran Premio del Belgio, Gilles Villeneuve, il pilota canadese della Ferrari soprannominato laviatore per la sua spericolata propensione a volare in incidenti di gara tanto spettacolari quanto incruenti. Tranne lultimo, che gli fu fatale. In ventanni, Gilles diventato unicona delle corse automobilistiche, arrivando ad avere – oltre al sito Internet ufficiale dellomonimo museo che gli stato dedicato nel suo Paese natale (www.villeneuve.com) – altri 51.800 siti sparsi in tutto il mondo, che parlano ancora di lui e delle sue leggendarie gesta al volante dei bolidi rossi di Enzo Ferrari. Gi, Ferrari forse neanche il leggendario Drake di Maranello pu contare su tanti siti in rete. E nemmeno Jacques Villeneuve, che pure ha vinto pi del padre (la 500 Miglia di Indianapolis e il Campionato di Formula Cart del 1995 e il campionato di Formula 1 del 1997), ha cos tanti indirizzi sul web. La storia non fa sconti ammette solamente i grandi, che continuano a vivere – in quanto tali – anche su Internet, cartina di tornasole del valore degli eroi di ieri. Gilles era un cavaliere senza macchia e senza paura, che mai e poi mai avrebbe fatto quello che Michael Schumacher (e Jean Todt) ha/hanno fatto ieri a Zeltweg. Il pilota tedesco – che continua a fare di tutto per vincere anche il mondiale dellantipatia (peraltro gi ampiamente conquistato in diversi campionati) – ha infatti approfittato in maniera scellerata di un ordine di scuderia altrettanto scellerato, superando sul traguardo Rubens Barrichello, dominatore delle prove e della gara. Da parte sua, il responsabile della gestione sportiva ha ingiustamente sacrificato sullaltare della ragion di Stato il pilota brasiliano, che nella sua folle logica (ma anche in quella della squadra) da onnipotente Cardinale Richelieu avrebbe dovuto onorare con il massimo dellabnegazione la recente riconferma a pilota ufficiale del team per altri due anni. Se ci fosse stato Gilles al posto di Michael, il canadese non avrebbe ubbidito agli ordini del box, che poco definire antisportivi, assurdi e senza senso. E soprattutto non avrebbe fatto la sceneggiata successiva, facendo salire su gradino pi alto del podio Barrichello e fingendo di dissociarsi dalla decisione della Ferrari ( il tedesco che d o meno il suo gradimento per la scelta del secondo pilota ed sempre il tedesco che decide quello che deve o non deve fare la squadra). Quello di ieri era solamente il sesto Gran Premio della stagione, alla cui conclusione mancano ancora 11 corse. Se Todt vuole aiutare Schumacher a diventare pi antipatico di quello che , chi se ne importa, sono problemi del francese e del tedesco. Ma se Todt – con la sua delirante teoria che la prima guida della Ferrari il centro della Formula 1 di oggi – rischia di fare diventare antipatica anche la stessa Ferrari, la cosa non ci sta pi bene. Gi non simpatico che Maranello, per ritornare alla vittoria, abbia dovuto aspettare sia i miliardi di sponsor extratecnici quanto mai invadenti sia gli atteggiamenti fin troppo benevoli del potere sportivo nei confronti dei tanti soprusi fatti da Schumacher in pista e fuori pista. Se poi Todt – male interpretando (o forse bisognerebbe dire bene interpretando?) lo spirito di corpo dellattuale Ferrari – arriva a cambiare anche il risultato di un Gran Premio, ci viene da dire che questa Formula 1 non ci piace pi (Bernie Ecclestone lha fatta diventare ricca, ma lha anche impoverita di tutti i valori sportivi/tecnici/umani che aveva) e che non ci piace pi nemmeno questa Ferrari. Ventanni fa – allepoca di Villeneuve (ma anche di Mauro Forghieri, il progettista che ha realizzato met delle vetture da corsa che hanno reso grande la Ferrari e che sapeva gestire con capacit e intelligenza anche il muretto del box) – la Ferrari vinceva di meno, ma era pi bella, pi genuina, pi umana, pi vera. Cerano i soldi della Fiat, che per non bastavano a essere sempre competitivi con la concorrenza. Quindici anni prima, nel 1967, Enzo Ferrari sconfisse Ford e General Motors in una epica edizione del Campionato Mondiale Marche (le corse di durata, soppresse da Ecclestone a favore della Formula 1) attingendo solamente al proprio portafoglio. Due domande per chiudere. Quanto varr veramente il titolo mondiale 2002 della Ferrari (se lo vincer) rispetto a quello costruttori conquistato nel 1982, nonostante la scomparsa di Villeneuve? Quanti siti su Internet avr Michael Schumacher nel 2022?

Autore: ITespresso
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