Giro di vite contro la pedofilia online

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La Cassazione conferma che è reato collegarsi a siti a pagamento e scaricare materiale pedopornografico

La Cassazione ha confermato che è reato collegarsi a siti a pagamento e scaricare materiale pedopornografico.

L’utente viene considerato pericolos o nei confronti dei minori sfruttati come se fosse egli stesso il “produttore” del materiale pedoporno.

Tutto nasce dal caso di un uomo di 67 anni condannato a un anno e sei mesi di reclusione per detenzione del materiale.

La pedopornografia, secondo la sentenza 41570 della Suprema corte, “esiste e si perpetua solo perché vi è a monte una domanda: un pubblico, cioè, di consumatori che intenda acquistarle e detenerle. Pertanto, il comportamento di chi accede ai siti e versa gli importi richiesti per procurarsi il prodotto è altrettanto pregiudizievole di quello dei produttori“.

Autore: ITespresso
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