Gli annunci di lavoro su internet sono a rischio privacy. Ecco le raccomandazioni

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Scarse informazioni sull’uso dei dati, impiego di cookies persistenti,
profilazione dei candidati

Roma – Uno studio condotto dal World Privacy Forum su 53 siti web dot-com che offrono servizi per chi cerca lavoro (annunci, curricula, ecc.) indica che la privacy dei candidati viene rispettata in misura minore di quanto avviene per chi si serve di strumenti più tradizionali (annunci su giornali e/o riviste, contatti presso agenzie specializzate). La ricerca del World Privacy Forum, un’organizzazione no-profit di recente istituzione, pubblicata lo scorso 11 novembre, si e’ soffermata sulla redazione dei curricula e il loro l’inoltro alle aziende potenzialmente interessate, analizzando anche i siti che svolgono attività di profilazione dei candidati. Oltre a presentare un quadro dettagliato della situazione, vengono fornite alcune indicazioni utili, sia ai consumatori sia ai siti web, per migliorare il rispetto dei principi di protezione dati. Lo rende noto la newsletter del Garante per la protezione dei dati personali: i parametri normativi di riferimento utilizzati nello studio sono, in primo luogo, le linee-guida OCSE in materia di privacy e la Direttiva europea sulla protezione dei dati (95/46/CE): tra gli aspetti positivi, la maggioranza dei siti web dispone di una privacy policy e risponde entro due giorni alle richieste degli utenti in materia di privacy. E’ diminuito il numero di siti che chiedono di fornire informazioni personali prima di consultare le offerte di lavoro, mentre e’ aumentato il numero di quelli che forniscono i dati completi delle società interessate a determinati profili professionali. Tra gli aspetti negativi, rileva che non tutti i siti informano chiaramente gli utenti sulle modalità di trattamento dei dati personali richiesti. Le informazioni richieste dalla maggior parte dei 53 siti sono eccedenti rispetto alle finalità dichiarate; in particolare, molti dei siti gestiti da soggetti pubblici degli USA continuano a chiedere il numero di previdenza sociale (che costituisce, in pratica, un identificatore unico) e la data di nascita del candidato prima di consentire l’inserimento della richiesta di lavoro o la consultazione delle offerte d’impiego. E’ aumentato il numero dei siti che utilizzano cookies persistenti, tali da consentire a soggetti terzi di accedere alle informazioni contenute nella pagina visitata (spesso quella contenente il modulo da compilare per il profilo professionale di interesse). Per gli utenti le raccomandazioni sono quindi di verificare che il sito abbia una privacy policy, e che quest’ultima sia ben visibile. Diffidare dei siti con una privacy policy difficile da individuare e dei siti che chiedono informazioni eccedenti o sproporzionate. Usare la massima cautela, conclude la newsletter, nel fornire informazioni legate a sesso, razza, stato di salute, altre caratteristiche personali sensibili.

Autore: ITespresso
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