Gli attacchi informatici via browser sono in aumento.

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Un recente studio rivela che il nuovo incubo per la sicurezza è il
codice malevolo nascosto nelle pagine web.

Lo studio sulla sicurezza informatica condotto dalla Computing Technology Industry Association (CompTIA) è stato effettuato su un campione di 900 aziende: il 36,8%, che rappresenta un aumento del 25% rispetto all’anno scorso, ha dichiarato di essere stato colpito da almeno un attacco browser-based negli ultimi sei mesi. La CompTIA definisce browser-based un attacco studiato per colpire qualcuno nel momento in cui visita una pagina web apparentemente innocua, ma che contiene in realtà un codice per sabotare un computer o compromettere la privacy. Gli effetti di attacchi di questo tipo vanno da un semplice crash del browser stesso al furto di informazioni personali o altri dati confidenziali. Virus e worm, benché continuino ad essere le maggiori minacce alla sicurezza IT, sono meno comuni dell’anno scorso: infatti l’80% identificò virus e worm come la più comune minaccia, contro il 68,6% di quest’anno. Le intrusioni nelle reti, che l’anno scorso figuravano quali seconde principali minacce per la sicurezza, secondo il 65,1% del campione, quest’anno sono segnalate in questo modo solo dal 39,9%. Le aziende riportano anche una diminuzione nei problemi causati da accessi remoti, come VPN e dial-up (41,7% contro 49,9 % dell’anno scorso) e da tecniche di ingegneria sociale (17,9 % rispetto al 21,9%). Secondo quanto rilevato dallo studio, il 95,5% delle aziende utilizza una qualche tecnologia antivirus, mentre il 90,8% è dotato di tecnologia firewall e proxy server: un calo rispetto all’anno scorso quando le stesse tecnologie venivano utilizzate dal 93.7% delle aziende.

Autore: ITespresso
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