Gli attentati negli Stati Uniti riaprono il dibattito sulla crittazione

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Le vicende drammatiche avvenute la scorsa settimana negli Stati Uniti hanno riacceso la polemica sulla protezione dei dati personali

E giusto sacrificare il rispetto della vita privata in nome della sicurezza? I difensori delle libertà individuali e della democrazia invitano alla calma e alla prudenza. In particolare gli Stati Uniti e la Francia sono preoccupati sui dati dei provider. Se la protezione dei dati personali fosse maggiormente limitata dalla legge gli attentati negli Stati Uniti sarebbero stati evitati? Questo il cuore del dibattito risorto allindomani di questi terribili eventi. I principali provider americani hanno confermato la cooperazione con lFbi. Inoltre Aol, Earthlink e Microsoft con Msn smentiscono linstallazione sui server di Carnivore, ribatezzato DCS1000, la controversa tecnologia di sorveglianza delle e-mail attivata dallFbi. Gli indagatori volevano sapere ciò che abbiamo in Rete, ha annunciato un quadro dEarthlink alla stampa riferendosi a un indirizzo e-mail collegato agli attentati. In Gran Bretagna le autorità hanno chiesto alle compagnie telefoniche e ai provider di conservare tutti i dati del traffico per precauzione spiega il capo dellFbi (servizi dinformazione) citato da Wall street journal se i dati vengono cancellati quando ne abbiamo bisogno non possiamo fare più nulla. In Francia i provider rifiutano di esprimersi sul soggetto per evitare di allarmare gli interessati, ma questi ultimi quando vengono chiamati in causa assicurano la collaborazione e il rispetto della legge. Lefficacia del famoso sistema di controllo delle comunicazioni elettroniche fra individui sospetti è rimesso in discussione anche se, secondo un quotidiano tedesco, il suo uso avrebbe permesso di ottenere delle informazioni da numerosi mesi sulla preparazione degli attentati collegabili a quelli di martedì 11 settembre, ma non avrebbe potuto evitare il dramma. Oussama Ben Laden, condannato come autore dellattentato dalle autorità americane, sarebbe un adepto della crittazione. Secondo Wired durante un discorso il senatore americano Judd Cregg ha lanciato un appello reclamando un passe-partout per le autorità. Abbiamo bisogno di una cooperazione internazionale e di accedere alle informazioni che ci permetterebbero di anticipare e prevenire ciò che è accaduto a New York e a Washington, ha aggiunto, citato dalla rivista americana. Un professore di diritto costituzionale interpellato da Reuters, avrebbe sentito riferire dal presidente Bush “Dobbiamo prepararci a rinunciare alle nostre libertà individuali, siamo in un momento pericoloso e dobbiamo stare in guardia contro eventuali disastri”. Anche David Sobelle, consigliere giuridico, dellEpic, Electronic privacy information center, ricorda che i giuristi americani e le autorità governative reclamano una sorveglianza sempre maggiore in seguito allapocalisse americana. Tuttavia non bisogna utilizzare queste situazioni per ottenere maggior potere investigativo, afferma al Reuters. Intervistato da Pc World, Cyndy Cohn, responsabile giudiziario dellEff, Electronic frontier foundation (Eff), ricorda che immediatamente dopo lattentato dOklahoma City alcuni hanno richiesto luso di tecnologie di crittazione. Quindi nessun messaggio codificato è stato utilizzato dagli artificieri Un forte controllo delle tecnologie anticrittazione non avrebbe avuto alcun impatto sullattentato, sottolinea. In Francia Meryem Marzouki, Presidente dellIris che difende a spada tratta la protezione delle libertà individuali e pubbliche in Rete, sottolinea che lassociazione non ha ancora espresso delle posizioni ufficiali. Bisogna mantenersi prudenti, sottolinea, Nonostante i bisogni dinformazione siano evidenti, non bisogna prendere delle misure sproporzionate. Meryem Marzouki aggiunge che le stragi devono essere evitate in Internet e ovunque dal momento che lefficacia dei sistemi dascolto non è stata ancora provata.

Autore: ITespresso
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