Gli incentivi 2017 favorirebbero gli investimenti. Microimprese svantaggiate

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Secondo le rilevazioni di Confartigianato, mentre per le microimprese, il credito continua a calare (-2% anno su anno a novembre 2016), per le altre realtà imprenditoriali è in ripresa. Le imprese che investono oggi potranno recuperare, in 5 anni, fino al 66% dell’investimento

Il 2017 è l’anno d’oro per chi vuole investire, grazie agli incentivi. Secondo l’ufficio studi di BorsadelCredito.it, questa ‘gallina dalle uova d’oro’, rischia di non essere così per le microimprese, in particolare per quelle con meno di 20 dipendenti. Secondo le rilevazioni di Confartigianato, mentre per queste ultime tipologie di imprese, il credito continua a calare (-2% anno su anno a novembre 2016), per le altre realtà imprenditoriali è in ripresa, seppur timida. Le imprese che investono oggi potranno recuperare, in 5 anni, fino al 66% dell’investimento.

Nel 2017 gli investimenti sono destinati ad aumentare complessivamente del 2,6%. L’iper ammortamento dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico per Industria 4.0 vale 301milioni di euro l’anno per il sistema delle micro e piccole imprese fino a 50 addetti, il Credito imposta ricerca e sviluppo 87 milioni e la proroga della Legge Sabatini 46 milioni, mentre i 634 milioni relativi all’intervento sul Fondo centrale dovrebbero favorire l’accesso al credito delle piccole imprese, a patto che le Pmi si avvicinino a forme di finanziamento diverse da quello bancario.

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In particolare, le banche prestano sempre meno per i richiedenti con dimensioni contenute, e allora, per investire, le Pmi devono trovare alternative al canale tradizionale: una è il marketplace lending che ha il vantaggio di garantire tempi di risposta più rapidi di quelli bancari (3 giorni invece di 30 di media). Un quid che potrebbe fare la differenza, anche perché rimandare gli investimenti oggi significherebbe perdere l’occasione di migliorare efficienza e redditività del proprio business a un costo così basso da essere probabilmente irripetibile.

Secondo le stime, investire oggi, grazie all’effetto congiunto di super e iper ammortamento al 250% (che vale però solo su beni e strumentali e software che rientrano nelle dotazioni dell’industria 4.0), legge Sabatini-bis sui finanziamenti a tassi agevolati e minori Ires e Irap, le imprese potranno recuperare in cinque anni fino al 66% dell’investimento sostenuto. E, secondo la Commissione europea, nel 2017 gli investimenti sono destinati ad aumentare complessivamente del 2,6%, dopo il +2,1% segnato nel 2016 e il -29,2% (in valore assoluto 107 miliardi di spese in meno) registrato tra il 2007 e il 2015. Nel 2017 gli investimenti in macchinari e attrezzature saliranno del 4,5%.

Per le Pmi, secondo Confartigianato, “gli investimenti valgono 39.758 milioni di euro, pari al 45,6% del totale imprese. Per il 65,1% si tratta di investimenti in macchinari e attrezzature e per il 33,1% in costruzioni.” Ma gli incentivi non avvantaggiano solo le grandi imprese, a patto di trovare credito per investire.

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La maggiorazione degli ammortamenti per l’acquisto di beni strumentali e l’iper ammortamento dei beni strumentali ad alto contenuto tecnologico per la strategia “Industria 4.0” vale, sempre secondo Confartigianato, 301 milioni di euro all’anno per il sistema delle micro e piccole imprese fino a 50 addetti; il Credito imposta ricerca e sviluppo 87 milioni di euro e la proroga della Legge Sabatini 46 milioni; un ulteriore sostegno agli investimenti delle piccole imprese proviene dai 634 milioni di euro relativi all’intervento sul Fondo centrale, garanzia che dovrebbe favorire l’accesso al credito delle piccole imprese, a patto che le Pmi si avvicinino a forme di finanziamento diverse da quello bancario che non le aiuta.

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