Gli internauti cinesi contro Greem Dam, il Grande filtro nel Pc

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Al Grande Firewall, i cinesi sono ormai abituati: ma contro Greem Dam, forse si apre una prima fessura nella Muraglia della censura online. In nome dei cyber-diritti

I cinesi sono abituati alla censura online: sanno di non dover cercare Tienanmen e altre parole sensibili sui motori di ricerca. Ma l’ intrusione dentro il Pc , sta scatenando proteste.

L’aria di rivolta è partita da un’audizione pubblica chiesta da un avvocato cinese, contro la proposta del governo di inserire software che filtri Internet dentro i Pc degli utenti.

Secondo

Pew Internet and American society, a proposito della censura, più dell’80 per cento degli internauti intervistati dice di essere d’accordo sulla supervisione esercitata su Internet e l’85 per cento approva che sia il governo a controllare il Web. Se controllori e controllati concordano che la censura sia ok, il Grande Firewall avrà forse vita più lunga del previsto.

Tuttavia, a fare la prima crepa nella muraglia, potrebbe essere Green Dam: Li Fangping, avvocato di un’associazione per i diritti umani a Pechino, ha chiesto al ministero dell’Industria e della tecnologia informatica di aprire audizioni sulla “legittimità e ragionevolezza” della richiesta, che entrerà in vigore dal primo luglio.

Il Pc censore, è la nuova frontiera della censura cinese: dopo il Grande Firewall, il partito comunista cinese, che per il ventennale di Tienanmen, ha faticato non poco a bloccare Twitter e i siti scomodi, chiede adesso ai Pc di censurare il Web direttamente. Dal primo luglio Pechino chiede che un software su tutti i Pc venduti in Cina, blocchi l’accesso a certi siti (soprattutto pornografia online). Il software si chiama “Green Dam-Youth Escort” (Diga Verde-Scorta della Gioventù) e combatterà contro i siti scomodi: si parte con la lotta alla pornografia online.

Nell’anno degli anniversari del Tibet, di Tienanmen e della crisi economica (anche se la Cina non la sente troppo), la censura online non accenna a demordere.

Chissà, se dove i diritti umani hanno fallito, riusciranno i cyber-rights.

Autore: ITespresso
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