Gli italiani non perdono la strada, ma la fanno perdere agli altri

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Nokia pubblica i risultati di una ricerca mondiale sulle modalità di orientamento. Inoltre una donna su dieci non è capace di leggere una cartina tradizionale

Il 22% degli italiani si affida a dispositivi di navigazione mobile per ottenere indicazioni stradali, una percentuale maggiore rispetto a qualsiasi altro Paese incluso nel panel di ricerca. Ma, mostrando un vena dispettosa, un italiano su dieci (11%) si diverte a dare indicazioni sbagliate a persone che si

sono smarrite. Sono questi i risultati di una ricerca mondiale sulle modalità di orientamento, rilasciati da Nokia.

A livello globale, la ricerca ha rilevato, inoltre, che una persona su dieci (10%) trova impossibile spostarsi a Londra, seguita immediatamente da Parigi (9%), Bangkok (5%), Hong Kong (5%) e Pechino (4%): sono queste le cinque città al mondo in cui è più facile perdersi. Per di più, chi smarrisce la strada a Londra e chiede aiuto a qualche passante deve fare molta attenzione: un londinese su tre ammette infatti di fornire di proposito indicazioni sbagliate.

In particolare, oggi il 13% delle persone utilizza un telefono cellulare come principale strumento di navigazione, mentre la percentuale era pari a zero soltanto pochi anni fa. Il paese che vanta il migliore senso dell?orientamento è la Germania (seguita dall’Italia), con un terzo degli abitanti che sostiene di

non essersi mai smarrito. Non sorprende peraltro che sia anche il paese che fa maggiormente affidamento sulla navigazione satellitare.Una donna su dieci non è capace di leggere una cartina tradizionale: il doppio rispetto agli uomini. Ciò fa prevedere che si assisterà presto al tramonto delle mappe tradizionali, anche in conseguenza della scarsa capacità di leggere le cartine riscontrata a livello mondiale.

Una persona su cinque ritiene che il senso dell’orientamento sia genetico e che semplicemente si nasca più o meno bravi a orientarsi. Essere dotati di buon senso dell?orientamento appare in ogni caso raro e nonostante

gli enormi progressi compiuti dalle mappe online e dalla navigazione mobile, la quasi totalità delle persone intervistate (93 percento) ancora si smarrisce regolarmente, con una perdita di tempo media di circa 13 minuti calcolata per individuo.

Quando si tratta di dare indicazioni ad un turista, molte persone utilizzano punti di riferimento noti come statue, chiese e pont i per guidare chi deve giungere a destinazione Gli inglesi preferiscono tuttavia utilizzare i pub locali anziché i cartelli stradali come punti di riferimento. Un altro caso che rispecchia la diversa cultura e l’aspetto urbanistico delle città è quello dei cinesi, che in genere utilizzano i grattacieli come punti di riferimento.

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Autore: ITespresso
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