Gli operatori mobili non riscuotono simpatia

Mobility

Sia oltreoceano che in Italia i consumatori sono sul piede di guerra contro clausole e pubblicità ingannevoli dei gestori di telefonia mobile

Come ha dimostrato il successo di un anno fa in Italia della petizione Aboliamoli.eu , gli operatori di telefonia mobile non riscuotono grande simpatia. Continue lamentele verso “clausole vessatorie” o pubblicità ingannevoli vengono denunciate dagli utenti all’ Authority Tlc o alle

associazioni

dei consumatori. La cosiddetta giungla delle tariffe mobili sembra poi fatta apposta per disorientare gli utenti, presi tra due fuochi: la necessità di risparmiare e le martellanti sirene pubblicitarie .

Le ultime conferme di questo rapporto conflittuale con i carrier di telefonia mobile giungono da due fonti, lontane geograficamente, ma vicine nei contenuti: uno spassosissimo (e amarissimo) articolo (sulla rubrica L’uomo del sabato di Io Donna, il supplemento settimanale del Corriere della Sera) di Beppe Severgnini, intitolato “Telecomunicazioni: linea interrotta” punta il dito contro l’impossibilità di comunicare con i grandi gruppi Tlc; una nuova ricerca Usa di Consumer Reports, anticipata da Wired , accusa i carrier mobili.

Inziamo dall’Italia: il giornalista Beppe Severgnini ha raccontato su una radio privata le sue “esperienze psichedeliche”, vere e proprie vie Crucis, con Tim, Vodafone e Fastweb: gli ascoltatori hanno subissato la radio con ogni mezzo per esprimere la loro esasperazione, raccontare le loro personali odissee e vicissitudini con i carrier mobili: un cellulare premio promesso con Millennium Tim prima dell’estate, è arrivato dopo ripetuti solleciti a metà novembre quando non serviva più; gli operatori mobili sono accusati di comprare

la “benevolenza dei media a suon di pubblicità”

; ma “assistere a tutte quelle smancerie televisive, e scoprire di non riuscire a parlare con un operatore, irrita ancora di più”.

Severgnini lamenta l’assenza di critiche dei grandi giornalisti ai gestori mobili, cme ai tempi di Alitalia e Fiat, e di cui oggi paghiamo tutti le conseguenze.

A queste critiche non possiamo che associarci: Vnunet.it con la rubrica settimanale (ogni venerdì in newsletter) In & Out/ Chi sale e chi scende nelle tariffe mobili e VoIP cerca di fare il punto sulle tariffe, e tenta di rendere gli utenti consapevoli del fatto che nei contratti sono più importanti le scritte in piccolo (quasi occultate) di quelle in grande e che la tariffa ideale non esiste, ma deve essere misurata sulle proprie esigenze del momento:

nella telefonia mobile e VoIp bisogna tenere gli occhi ben aperti per non perdere la bussola e soldi.

Anche negli Usa però gli operatori mobili non se la passano tanto bene: sono i meno amati, secondo una nuova ricerca Usa di C onsumer Reports, anticipata da Wired.

I consumatori statunitensi denunciano l’impossibilità di poter contrastare l’applicazione di troppe condizioni contrattuali occultate, che spaziano dai vincoli tariffari alla durata del contratto, fino a clausole definite vessatorie. Noi italiani, che siamo spesso sottoposti a rimodulazioni tariffarie repentin e o che dobbiamo affrontare Odissee vere e proprie per rescindere un contratto , non possiamo non capire le denunce contro la telefonia mobile

che giungono d’Oltreoceano.

Mentre i pregiudizi crescono in questo settore, gli utenti americani ci insegnano l’uso della class action, da poco introdotta anche in Italia:

scopriamo che in Usa Sprint è l’operatore meno amato e T-Mobile sta affrontando una causa collettiva. Protestare contro le ingiustizie, non solo è possibile, ma è anche un dovere.

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