Gli standard europei non rallentano l’Rfid

Aziende

Secondo e.centre le differenze negli standard tra Europa e Usa sulla tecnologia Rfid non ritarderanno la piena adozione di questa tecnologia

Uno dei rischi che possono ostacolare la diffusione della tecnologia Rfid, di cui tanto si parla e che tanto miglioramenti dovrebbe apportare alle supply chain, è una differente regolamentazione, in termini di potenza e frequenza, tra i diversi paesi. Secondo e.centre, l’organizzazione inglese aderente all’Ean (organismo internazionale che si occupa della standardizzazione di tecnologie per la supply chain), le differenze negli standard tra Europa e Usa sulla tecnologia Rfid non ritarderanno la piena adozione di questa tecnologia. Gli interessi che si muovono intorno a una regolamentazione europea potrebbero compromettere la diffusione della Rfid nel Veccho Continente, ma secondo e.center le aziende europee, appena i livelli di potenza della radiofrequenza saranno approvati, saranno in grado di emulare rapidamente quelle statunitensi. Andrei Osbourne, chief technology officer di e.centre, ha affermato che dettaglianti e fornitori non permetteranno che i timori riguardanti gli standard provochino uno stallo nell’adozione di questa tecnologia. “Cè molta confusione sulla potenza e la frequenza dei lettori e delle etichette Rfid e sono necessari chiarimenti”, ha dichiarato, aggiungendo: “Comunque cè una chiara tabella di marcia per la definizione di regole in questo ambito sia a livello europeo sia a livello nazionale. Questo significa che le etichette si potranno muovere tra le diverse nazioni e potranno essere lette ovunque”. La regolamentazione sui livelli di potenza della radiofrequenza dovrebbe essere risolta entro la fine dell’anno.

Autore: ITespresso
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