Gli utenti della rete vogliono leggi anti-spam

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Secondo un recente studio, la crescita del fenomeno dello spam porta la maggioranza dei cybernavigatori a chiederne la condanna

Gli utenti del web sono più infastiditi che mai dal flusso continuo di email pubblicitarie non richieste che affollano le caselle di posta quotidianamente; gli utenti di internet presi a campione che dichiarano di essere molto disturbati dallo spam sono l80%, rispetto al 49% di due anni e mezzo fa, secondo una recente ricerca di Harris Poll, condotta da Harris Interactive, società che si occupa di analisi di mercato. Sono state prese a campione le risposte di 2,221 adulti, di età superiore ai 18 anni, nel periodo compreso tra il 22 novembre e il 2 dicembre 2002. In risposta al fenomeno, il 74% propone di sancire lillegalità delle email spam, mentre solo il 12% si opporrebbe. Il fenomeno dello spam ha avuto una crescita di proporzioni gigantesche nel 2002. Secondo i dati di Brightmail, società specializzata in sistemi di filtraggio email, il numero degli attacchi spam è passato dai 2 milioni circa di novembre 2001 ai 5,5 milioni dello stesso periodo del 2002. Ogni attacco spam consiste in ununica spedizione di massa di messaggi elettronici di carattere commerciale. Lenorme quantità di messaggi spam porta un danno altrettanto enorme alle imprese. Un altro studio, condotto dalla società di ricerche di mercato Ferris Research, valuta i costi annuali intorno ai 8,9 miliardi di dollari per le compagnie statunitensi e intorno ai 2,5 miliardi di dollari per le compagnie europee. Per i provider di servizi, statunitensi ed europei, si è calcolata una spesa ulteriori di 500 milioni di dollari. Per giungere a tali stime i ricercatori hanno considerato variabili come il tempo perso dagli impiegati nellesaminare e cancellare la posta-spazzatura, i costi della larghezza di banda aggiuntiva, dello staff tecnico e dei server di supporto ai messaggi di posta elettronica non richiesti. Gli intervistati hanno dichiarato di essere disturbati in particolare dalle email spam di contenuto pornografico, e in seconda battuta, da quelle di contenuto finanaziario. Se da una parte cresce la frustrazione degli utenti per lo spam, dallaltra diminuisce quella per alcune prestazioni di internet, tipo la velocità di navigazione. Il numero di coloro che si lamentano per il tempo che ci vuole a trovare quello che si cerca sul web è sceso dal 20% al 10%. Queste risposte sono il risultato delladozione della banda larga, sottolinea lo studio.

Autore: ITespresso
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