Gli utenti delle reti P2P si organizzano contro la RIAA

NetworkProvider e servizi Internet

Un gruppo di tutela delle libertà civili pubblica su internet un database degli avvisi inviati dalla RIAA allo scopo di ostacolarla

Gli utenti dei sistemi peer-to-peer stanno individuando modi per difendersi dalle misure legali minacciate dall’industria discografica statunitense. Un database online creato dal gruppo statunitense Electronic Frontier Foundation (EFF) consente agli utenti dei siti P2P di scoprire se la Recording Industry Association of America ha emesso una citazione nei loro confronti. Il database fornisce anche informazioni su come evitare di essere citati e come tutelare la propria privacy. Cercando nel database il nome che utilizzano per il file-sharing, gli utenti dei siti come Grokster e Kazaa possono eventualmente visionare una copia elettronica della citazione emessa da uno dei tribunali di Washington. Gli utenti P2P potranno vedere il nome del proprio provider internet, l’elenco dei brani musicali scaricati illegalmente e il loro indirizzo internet. Nel caso in cui per un utente sia stata emessa una citazione, la EFF fornisce informazioni su dove rivolgersi per un aiuto legale. I tribunali statunitensi hanno finora emesso oltre 900 citazioni in giudizio per conto della RIAA e la EFF ha notificato che non c’è modo di sapere contro chi la RIAA potrebbe procedere legalmente. La EFF ha spiegato che la RIAA sembra avere come principale obbiettivo l’individuazione di coloro che mettono il proprio computer a disposizione per essere usato come “supernode” sul sistema FastTrack P2P e dunque mette in guardia contro gli interessati. Gli utenti sono anche avvertiti dell’opportunità di disabilitare le funzioni di ‘sharing’ o ‘uploading’ delle applicazioni P2P, che consentono ad altri utenti sulla rete di procurarsi file dal loro computer o prendere visione delle directory che contengono musica.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore