Gli utili in crescita di Ibm non bastano alle Borse

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Crescono ricavi e utili di Ibm, ma sul terzo trimestra pesa il terzo declino consecutivo dei contratti per servizi

Ibm ha archiviato il terzo trimestre mettendo a segno utili in rialzo del 12% e entrate a quota 3.6 miliardi di dollari (pari a 2,82 dollari per azione) dai 3,21 miliardi (pari a 2,40 dollari per azione) del medesimo periodo dello scorso anno. A trainare Ibm sono stati i ricavi e la forte domanda dei Bric, i mercati in crescita come Brasile, Russia, Cina e India (dove l’incremento è dell’ordine del 16%). Cresce del 3% il fatturato, salito a 24,27 miliardi di dollari. A livello geografico, i ricavi sono aumentati del 3% in America, del 14% in Asia mentre in Emea la flessione è stata del 6% (pari all’1% se si escludel’impatto valutario). Il gruppo prevede per l’anno in corso utili in crescita almeno a 11,40 dollari.

Ma come per Apple, a Wall Street è pioggia di vendite sul titolo Ibm: qui pesa il terzo declino consecutivo dei contratti per servizi. Infatti i Services signings sono scesi del 7% a quota 11 miliardi di dollari nel terzo trimestre.

Sam Palmisano, IBM chairman, presidente e Ceo di Ibm, si augura che l’acquisizione da 1,7 miliardi di dollari di Netezza abbia effetto nel rafforzare l’enterprise business in modo da incontrare le aspettative degli invesatitori.

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Autore: ITespresso
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