Google acquisisce Quest Visual per le traduzioni in mobilità

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Quest Visual per le traduzioni mobili
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Google compra Quest Visual, sviluppatore dell’app Word Lens, per dare un’ulteriore spinta ai propri servizi mobili e migliorare le traduzioni mobili. Intanto il motore di ricerca californiano ha creato l’unità Eyewear per i Google Glass

Google acquisisce Quest Visual, sviluppatore di applicazioni di traduzione in mobilità. Per dare un’ulteriore spinta ai propri servizi mobili e migliorare le traduzioni mobili, il motore di ricerca di Mountain View si aggiudica Quest Visual, la cui app più popolare è Word Lens, che permette di tradurre segni sfruttando le fotocamere per smartphone. L’app Word Lens è disponibile per Android, Google Glass (gli occhiali hi-tech, in vendita negli USA) e Apple iPhone.

Unendoci a Google, possiamo incorporare la tecnologia di Quest Visual in Google Translate, per ampliare le lingue coperte dal servizio e migliorare le capacità di traduzione in futuro” ha spiegato l’azienda.

Google sta aumentando le acquisizioni, mentre cerca di ampliare l’ appeal delle funzionalità online. Questo mese, il motore di ricerca di Mountain View ha acquisito Stackdriver, una startup specializzata nell’aiutare le aziende ad usare i servizi di computing online; e si è aggiudicata Adometry per i servizi di misure Web ed analisi. In precedenza ha acquistato Rangespan, startup per lo shopping, e i droni a energia solare di Titan.

Quest Visual per le traduzioni mobili
Google acquisisce Quest Visual per le traduzioni mobili (in foto: Sony Xperia Z2)

Infine Google ha creato l’unità Eyewear per i Google Glass, che verrà guidata da Ivy Ross dal prossimo 19 maggio. Ivy Ross in passato ha ricoperto il ruolo di chief marketing officer presso Art.com, dopo aver lavorato in Coach e Bausch & Lomb. Google cerca di attrarre utenti sui Glass cercando di spingere gli utenti verso l’accesso alle informazioni digitalli in mobilità.

Pochi giorni fa il Ceo di Google Larry Page, nella lettera agli investitori, ha ammesso che Google è miglia lontano dall’essere un motore di ricerca perfetto (“search engine dei miei sogni”), uno che offra l’informazione giusta nel momento esatto in cui lo si chiede, senza sforzo: Google è ancora agli albori della ricerca online. Ma Google Now e il social network Google+ stanno offrendo risposte veloci e precise a domande, quando proposizioni forti sono combinate con l’informazione contestuale. Google punta a rendere la ricerca conversazionale, quando l’utente chiede quanto alta è la Torre Eiffel e quando essa è stata costruita; ma solo quando il motore capirà il significato di “essa”, nei differenti contesti, avremo una “search conversational”.

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