Google all’Antitrust UE: Non siamo anti competitivi

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Google risponde alle accuse dell'Antitrust UE
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La risposta dell’azienda di Mountain View all’Authority europea. Google, accusato di abuso di posizione dominante, respinge le accuse dell’Antitrust UE

Google, accusato di abuso di posizione dominante, respinge le accuse dell’Antitrust UE. Il motore di ricerca afferma di non avere un servizio anti competitivo, ma Google rischia una multa onerosa se verrà sanzionata dall’Authority europea.

Google risponde alle accuse dell'Antitrust UE
Google risponde alle accuse dell’Antitrust UE

Google dichiara che il suo servizio di shopping – che appare come un box d’immagini e link piazzati in cima o sul lato destro rispetto agli altri risultati – avvantaggia clienti consumer e di fascia business senza generare distorsioni illegali del mercato.

Yelp e i motori di ricerca verticali (Foundem, Ejustice.fr e Ciao) puntano da tempo il dito contro Google, accusata di favorire, in maniera sistematica tra i risultati della sua ricerca online, i propri servizi, svantaggiando quelli concorrenti. Dalle accuse alle indagini, l’Antitrust UE ha posto accuse formali.

L’accusa del rivale Yelp è grave: Google non esiterebbe a modificare i risultati delle richieste (soprattutto quelle geo-localizzate) per mettere in alto – in zona top ranking – i suoi prodotti «anche quando non siano i più pertinenti (alla ricerca, ndr)».

Ma il motore di ricerca rigetta le accuse, anzi, dice che l’Europa non ha considerato il dinamismo del mercato dove il ruolo di Amazon e eBay è superiore a quello di Google Shopping, e che le analisi del traffico non giustificano le accuse.

A fine giugno, Google aveva ottenuto una proroga dall’Antitrust UE, per rispondere entro il 17 agosto. L’Antitrust UE, dopo aver  aperto una procedura contro Google il 15 aprile scorso, accusando l’azienda di abuso di posizione dominante, aveva concesso al motore di ricerca di Mountain View dieci settimane di tempo per rispondere, visto che rischia una maxi multa pari al 10% del fatturato annuo (circa 6,1 miliardi di euro), dal momento che l’accusa rappresenta una delle violazioni più gravi delle norme europee sulla concorrenza.

Per Google è stata un’estate calda, in cui ha riorganizzato le attività, che in questi anni si sono moltiplicate in tante direzioni, rispetto al nucleo della ricerca online e dell’advertising digitale. Larry Page è diventato il CEO di Alphabet, Brin il presidente. Sundar Pichai è invece il Ceo della controllata Google.

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