Google Android risponde agli sviluppatori italiani

Mobility

Dopo la clamorosa esclusione degli sviluppatori italiani da Android Challenge, il blog di Google apre una chance

Google sta valutando se aprire le porte agli sviluppatori italiani . La complessa macchina della kafkiana burocrazia italiana sembrava aver chiuso le porte in faccia alla partecipazione degli sviluppatori italiani alla sfida internazionale di Google Android . Android Developer Challenger, il concorso che mette in palio un premio per i migliori software scritti per la piattaforma open source di telefonia mobile lanciata nelle scorse settimane da Google, esclude a priori partecipanti italiani. Google tirava in ballo “restrizioni locali”: “requisiti addizionali che rendono impossibile l’apertura del concorso”. Ma forse non tutto è perduto. Se il blog di Stefano Quintarelli escogitava un escamotage, ci ha pensato il blog Guidoscorza.it a trovare una soluzione per superare l’ostacolo.

Vnunet.it aveva infatti fin da subito anticipato che ci fossero i presupposti legali per riaprire la sfida di Google Challange : lo aveva affermato l’avvocato Guido Scorza, anche su Blog Café di Emanuela Teruzzi, sostenendo che: “Solo parlandone abbiamo qualche speranza che Google torni su i suoi passi ed escuda l’italia dalla lista degli esclusi;) Se poi io avessi sbagliato e Google avesse ragione nel senso che sussistono oggettive difficoltà all’apertura dell’Android Challenge ai talenti italiani…beh..allora sarò tra i primi a fare il possibile – nel mio piccolo – perché certi vincoli e limiti cambino di corsa. Non si può chiudere ex lege la porta in faccia ad un premio all’innovazione, non nella società dell’informazione e, soprattutto, non in un Paese che ambisce ad essere definito civile.

Finalmente arriva la risposta di Google, dopo aver visto un infuocato dibattito fiorire sul web e sul proprio blog ufficiale: non è ancora una risposta definitiva, ma la BigG assicura di aver aperto “un canale” con tutte le istituzioni interessate al fine di mettersi “totalmente in linea con i requisiti previsti dalla legge italiana” e soprattutto di volere “permettere agli sviluppatori residenti in Italia di partecipare alla seconda fase“. Le parole di Stefano Hesse , Corporate Communications & Public Affairs Manager, sul blog ufficiale di Google Italia ci fanno sperare. Vnunet.it incrocia le dita affinché si possa arrivare presto a ricevere un Sì alle nostre richieste a favore degli sviluppatori Open source italiani.

Autore: ITespresso
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