Google Android, sviluppatori italiani fuori concorso? Forse no

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L’esclusione degli italiani sarebbe dovuta alla burocrazia del Belpaese

La burocrazia italiana fa paura anche a un gigante come Google. Il popolare motore di ricerca ha preferito evitare la burocrazia italiana, pur di non rimanere impelagata nei suoi tentacoli, lacci e lacciuoli. Succede così che al concorso per sviluppatori di Google Android , dove sono in palio 10 milioni di dollari, non possano partecipare i developer italiani.

L’esclusione degli italiani sarebbe dovuta alla burocrazia del Belpaese: Android Developer Challenger, che mette un premio per i migliori software scritti per la piattaforma open source per la telefonia mobile, esclude a priori partecipanti italiani. Google tira in ballo ” restrizioni locali “: “requisiti addizionali che rendono impossibile l’apertura del concorso”. Ma forse non tutto è perduto.

Se il blog Stefano Quintarelli escogita un escamotage, ci pensa il blog Guidoscorza.it a trovare una soluzione per superare l’ostacolo. L’avvocato e esperto di diritto ipotizza che “sia avvenuto sulla base di una lettura – diciamo almeno distratta – della vigente disciplina in materia di manifestazioni a premio che, in effetti, nel nostro Paese vieta alla radice la possibilità di offrire premi in denaro e subordina lo svolgimento di ogni concorso o operazione a premi a tutta una serie di articolati adempimenti burocratici nonché alla prestazione di una fideiussione“.

E continua: “Non si considerano concorsi e operazioni a premio: a) i concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in àmbito commerciale o industriale, nei quali il conferimento del premio all’autore dell’opera prescelta ha carattere di corrispettivo di prestazione d’opera o rappresenta il riconoscimento del merito personale o un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività”. Quindi: “Un’iniziativa quale l’ANDROID CHALLENGE rientra certamente in tale esclusione e, quindi,ad essa non si applica la speciale disciplina che potrebbe aver scoraggiato Google“. Insomma,Google non si faccia scoraggiare da errate interpretazioni del nostro diritto e riapra la sfida anche al pubblico italiano. Speriamo che la rete porti consiglio a chi di dovere.

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Autore: ITespresso
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