Google batte le stime, ma deludono gli utili

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Trimestrale di Google positiva (Larry Page, Ceo di Google, con i Google Glass)
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Il motore di ricerca riporta un bilancio migliore delle aspettative, ma non centra i profitti. Il veterano Nikesh Arora lascia il ruolo di Chief Business Officer. La trimestrale di Google nei dettagli

Se Google esplora territori come le auto che si guidano da sé (driverless cars) e i palloni Wi-Fi, significa che il core business dell’advertising va bene. Google ha chiuso il secondo trimestre registrando un fatturato in crescita del 22% a 15.96 miliardi di dollari, oltre le attese (escluse le spese: 12.67 miliardi di dollari), con profitti a quota 6.08 dollari ad azione, lievemente sotto le aspettative. Gli utili si attestano a 3.42 miliardi di dollari, in crescita del 5.8%. In discesa del 6% all’anno è il cost-per-click.

Il Ceo Larry Page sta introducendo nuove funzionalità nel mobile, video e servizi Web per spingere il traffico utenti ed attrarre inserzionisti, per promuovere il principale business dell’advertising, il vero polmone di Google. Il numero di click sugli spot su YouTube, nella ricerca e nei siti di Google è aumentato del 33% nell’ultimo trimestre, compensando il declino nei prezzi della pubblicità. Da quando Google viene pagata ogni volta che qualcuno clicca sui link pubbliciari, più alti volumi generano maggiori ricavi.

Google ha annunciato l’addio del veterano Nikesh Arora, che lascia il ruolo di Chief Business Officer, per diventare Vice Chairman of SoftBank Corp. La partenza segue quella di Vic Gundotra, che guidava il social network Google+ e Salar Kamangar, ex CEO di YouTube.

Trimestrale di Google positiva (Larry Page, Ceo di Google, con i Google Glass)
Trimestrale di Google positiva (Larry Page, Ceo di Google, con i Google Glass)

La riorganizzazione di Larry Page promuove facce nuove, per avere uno sguardo fresco sulle aree chiave del business di Google: Craig Barratt, le cui responsibilità includono gli sforzi per costruire reti in banda larga e per l’accesso wireless a Internet, e Lorraine Twohill, capo del marketing, promossa senior vice presidente. BGC Partners ritiene positivi i cambi di poltrona in Google, un’azienda che fino a quatro anni fa non cablava le città in fibra ottica e non aveva in portafoglio Chromecast, il dispositivo per lo streaming di contenuti Web in Tv. Google ora si occupa di auto che si guidano da sé, e di altri progetti ambiziosi, i cui investimenti sono sostenuti dalla macchina dell’advertising. Dopo aver conquistato l’arena Mobile – Android cerca di sbarcare su Tv, smartwatch ed auto: con Android Tv, Android Wear per smartwatch, Android Auto. Ma il motore di ricerca di Mountain View si sta espandendo anche nella domotica, il cosiddetto mercato della smart home, dopo l’acquisizione di Nest a febbraio e l’apertura alle apps di terze parti. E i dati biometrici provenienti da uno smartwatch (sul fitness e monitoraggio di parametri vitali) sono più intimi dei dati generati da smartphone e tablet: significa che il business dell’advertising profilerà ancora meglio i suoi utenti. Le nuove piattaforme di Google servono a creare identikit molto dettagliati di ciascun utente: una iniera d’oro per l’advertising.

Non è un caso che l’ex CEO di Ford, fino a pochi mesi fa papabile sostituto di Steve Ballmer a Microsoft (battuto in corsa da Satya Nadella), Alan Mulally, sia entrato nel board di Google, portando il suo expertise e le sue relazioni, proprio mentre Google cerca di giocare un ruolo di primo piano nel settore delle automobili con il software Android: sia sul cruscotto con Android Auto, sia con la tecnologia delle self-driving car.

Ma tutti questi investimenti in nuovi mercati sono permessi dalle ottime performance di Google nel mercato pubblicitario. Secondo eMarketer, il motore di ricerca di Mountain View è destinato a detenere il 31.45% del mercato digitale advertising globale per la fine del 2014, seguito dal social network Facebook al 7.79%. Nel mercato del mobile advertising, i prezzi sugli smartphone erano più bassi del 57% rispetto a quelli su desktop (fonte: Covario).

Nel Mobile advertising i competitor sono sempre più aggressivi: il market share del fatturato advertising della ricerca mobile di Google è sceso dall’82.8% del 2012 al 68.5% del 2013: la causa è dovuta alla popolarità delle apps rispetto alla ricerca su browser mobile.

Google sta inoltre sfidando Amazon nell’e-commerce con Google Shopping Express, che consente agli utenti di acquistare prodotti dai retailer locali, con la consegna nello stesso giorno o all’indomani.

Infine Google ha appena siglato accordo con Novartis per le lenti a contatto intelligenti, le Smart Lens, dedicate non solo ai diabetici, ma anche ai presbiti.

Autore: ITespresso
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