Google Chrome, il giorno dopo

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Dopo la scoperta del primo bug, il browser di Google inciampa in un paio di gaffes, dai problemi antitrust alle licenze d’uso

Dopo il giorno di gloria, Google Chrome inciampa nei primi problem i: questioni Antitrust (a paventare le accuse di monopolio, è anche Microsoft, secondo l’ Indipendent ); una gaffe nella licenza d’uso ; scivoloni con gli utenti ipovedenti ; infine un bug, che dimostra che nessuno è perfetto sotto il profilo della sicurezza.

Una vulnerabilità è stata scoperta nel browser di Google, a poche ore dalla beta. Ma a suscitare più clamore è la sezione 11.1 del Chrome Eula: qualsiasi contenuto uploadato via Chrome, può essere utilizzato da Google senza pagare un centesimo di diritto d’autore.

Ma a sconcertare sul Web è la scoperta di The Register , riguardo alla sezione 11.1 del Chrome Eula: qualsiasi contenuto uploadato via Chrome, può essere utilizzato da Google senza pagare un centesimo di diritto d’autore.

Scrive Google: “By submitting, posting or displaying the content, you give Google a perpetual, irrevocable, worldwide, royalty-free and non-exclusive licence to reproduce, adapt, modify, translate, publish, publicly perform, publicly display and distribute any Content that you submit, post or display on or through the Services”.

Nello scaricare e conseguentemente usare Chrome si concede a Google unalicenza perpetua, irrevocabile, globale, gratuita e non-esclusiva a riprodurre adattare, modificare, tradurre, pubblicare e distribuire qualsiasi contenuto che sia inviato o mostrato mediante il browser.La Rete italiana si sta già interrogando.

Nel 2001 il sign-on di Passport inciampò in una similegaffe e Microsoft dovette tornare sui suoi passi. E Google? Vedremo.

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Autore: ITespresso
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