Google e Cina di nuovo ai ferri corti: bloccata Gmail

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Google accusa la Cina di bloccare Gmail. A singhiozzo anche lo strumento Person Finder, attivato per aiutare la ricerca persone dopo lo tsunami in Giappone

C’è ancora tensione alta fra Google e Cina. Questa volta a soffrire delle “interferenze cinesi” è Gmail. Proprio un anno fa Google.cn e Pechino trovavano un compromesso per il ritorno del motore di ricerca Usa a Pechino, dopo il cyber attacco (cinese ai danni non solo di Google, ma di decine di aziende americane), a cui Google aveva risposto con lo stop alla cyber-censura e trasferendo la ricerca al motore di Honk Kong senza filtri. Era stato allora un duro braccio di ferro, in cui a vincere era stato il terzo incomodo: il motore cinese Baidu aveva infatti sottratto molto market share a Google, anche se poi Google.cn ha riottenuto la licenza per operare in Cina. Questa volta Google punta il dito contro il governo cinese in merito al blocco di Gmail e al funzionamento a sighiozzo del tool Person Finder. Risulta difficoltoso per gli utenti cinesi accedere alla posta elettronica, la Webmail di Google. Una sorta di “sabotaggio” sofisticato. Vediamo su cosa si fondano le accuse di Google.

Secondo Google apparentemente sembra che il problema sia da addebitare a Google, invece il blocco sarebbe causato da un blocco, quindi con una censura “nascosta”. Infatti gli utenti cinesi sono in grado di effettuare il log in per connettersi ai propri accounts, ma poi non sono in grado di inviare e-mail o accedere alla rubrica indirizzi; un blocco è lato “perform tasks“.

Lo strumento Person Finder, attivato per aiutare la ricerca persone dopo lo tsunami in Giappone, pare anch’esso incappato nel famigerato Firewall cinese, chiamato la “Grande muraglia digitale” per via dei filtri contro i termini sensibili (come “democrazia” e adesso anche “fughe nucleari” eccetera), censurati dalle autorità di Pechino. In Cina sono regolarmente bloccati YouTube, Facebook, Twitter, e anche LinkedIn teme la censura. In Cina Google ha perso terreno scendendo nel quarto trimestre dal 21.6% al 19.6%, mentre il locale motore Baidu è salito dal 73% al 75,5%.

Poche settimane fa lo 0.02% degli utenti di Gmail era stato colpito da una vulnerabilità tale da perdere messaggi e dati personali; Google era corsa ai ripari per ripristinare la situazione, recuperando i dati cloud. Le interferenze della Cina ai danni di Google sono “motivo di imbarazzo” fra Usa e Cina, come dimostrano anche i cablo di WikiLeaks. Secondo McAfee le aziende perdono1 trilione di dollari all’anno in intellectual property a causa di furti di dati e cybercrime.

Google e Cina ai ferri corti: per Gmail
Google e Cina ai ferri corti: per Gmail
Autore: ITespresso
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