Google e Facebook vogliono contrastare le notizie false

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Google e Facebook vogliono contrastare le notizie false
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Facebook e Google puntano sull’alleanza fra umani (giornalisti ed organizzazioni di fact checking) e algoritmi per contrastare la disiformazione che inquina il dibattito pubblico. Senza però togliere voce alle opposizioni

Contro la disinformazione, Facebook e Google hanno un piano. Dopo aver cercato di ridimensionare il problema della diffusione delle fake news online, il social network di Menlo Park torna sui suoi passi: ora vuole contrastare le notizie false. Secondo ilWall Street Journal, Facebook sta lavorando a un giro di vite per mettere al bando bufale e informazioni ingannevoli dal social con 1,8 miliardi di utenti. Anche Google punta sull’alleanza fra umani e algoritmi per contrastare la disinformazione che ha inquinato le ultime elezioni presidenziali negli USA. Lo riporta Reuters.

Google e Facebook vogliono contrastare le notizie false
Google e Facebook vogliono contrastare le notizie false

Le notizie false e di natura propagandistica si diffondono con una viralità esplosiva e attirano click, aumentando anche i ricavi di Facebook nell’advertising. Il Ceo Mark Zuckerberg stima la percentuale di false notizie irrisorio, intorno all’1%, tuttavia il dibattito è aperto e non può essere eluso: non riguarda solo le elezioni statunitensi, ma anche quelle in Indonesia e nelle Filippine, dove illazioni e foto-montaggi hanno fatto la parte del padrone.

Il piano comprende sistemi automatici per identificare informazioni che gli utenti definiscono false anche prima di segnalazioni. Ma come definire le notizie fasulle? Qui si entra in ambito filosofico, dal momento che l’Oxford Dictionary ha eletto parola dell’anno Post truth (post verità), un concetto orwelliano che ricorda 1984 e il ruolo della propaganda nei regimi totalitari.

Facebook intende semplificare la procedura di segnalazione, così come l’avvio di collaborazioni con organizzazioni e giornalisti per le attività di fact checking. Inoltre potrebbero essere applicate etichette di avvertimento a quei contenuti segnalati. Il social network scenderà anche in campo per penalizzare le realtà che generano traffico e traggono guadagni su siti che pubblicano fake news. Certe bufale valgono circa 10mila dollari al mese. Anche Google vuole tagliare le fonti di guadagno ai siti di notizie fasulle.

Il Ceo Mark Zuckerberg invita a non definire fake news l’altra campana del dibattito pubblico: bisogna mantenere viva la dialettica, evitando di etichettare come fasulli o disinformazione le notizie che invece fanno parte dello scambio libero di opinioni: “Noi confidiamo nella possibilità di dare una voce alle persone (…) lasciandole libere di condividere quello che desiderano quando possibile. Dobbiamo stare attenti a non scoraggiare la condivisione di opinioni. (…) Non dobbiamo diventare arbitri della verità, ma affidarci alla community e a terze parti di fiducia”.

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