Google e la sindrome cinese nell’era Web

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Dopo l’addio di Google via Hong Kong, la Cina oggi filtra il Web in modo più aggressivo di ieri: la democrazia a colpi di Bit è solo un’illusione da tecno-utopisti?

Google è uscita dalla Cina, passando per l’ex colonia britannica, reindirizzando cioè il traffico verso Google Hong Kong. Sfruttando le contraddizioni della Cina di oggi (capitalismo senza libertà d’espressione), Google ha messo il punto (finale?) a un “intrigo internazionale” che si trascinava dal 13 gennaio, quando Google e altre 34 aziende Usa denunciarono un sofisticato cyber-attacco cinese (ai danni delle infrastrutture Usa e della proprietà intellettuale) e Google rispose eliminando i filtri della censura online. Da allora è un serrato braccio di ferro che prosegue a furia di colpi di scena.

Ma rimane a tutti in bocca l’amaro di una nuova sindrome cinese (non più legata al nucleare ma all’era Internet). L’illusione di portare la democrazia con Twitter, Google e Facebook sembra un sogno da tecno-utopisti. I cyber-tiranni si stanno attrezzando ovunque (Iran e Birmania compresi) con cyber-poliziotti in grado di frenare la democrazia a colpi di bit.

La Cina oggi filtra il Web in modo più aggressivo di ieri. Lo riporta il Financial Times, anche se Google non è in grado di dire se la censura sia più severa.

Google dà l'addio alla Cina
Google: addio alla Cina
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