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Google e l’Antitrust UE, un interrogativo da 4 miliardi di dollari
Google cerca un approccio soft con l’Antitrust dell’Unione europea per risolvere i nodi del suo dominio nel mercato della ricerca online
Nei giorni scorsi l’Europarlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo in Europa sulle “opere orfane”, e cioè le opere tutelate da copyright nell’Ue ma il cui autore e’ sconosciuto. Un capitolo che interessa anche a Google, da anni impegnata su questo tema con l’Antitrust USA.
Ma Google è sotto indagine anche in Europa. Ed è qui che si è posta “una domanda da quattro miliardi di dollari”: è possibile un approccio soft con l’Antitrust dell’Unione europea per persuadere la UE nel caso sulla concorrenza in cui Google è sotto indagine?
Google ha avuto un ultimatum dalla UE. Ha tempo fino a luglio per risolvere le sue “pendenze Antitrust”. Fra poche settimane Google dovrà dire ad Almunia, il commissario all’Antitrust UE, come vorrà procedere per risolvere i nodi del suo dominio nel mercato della ricerca online. Google è aperta al colloquio con le Autorità europee, ma non vorrebbe cambiare le sue pratiche business. Ma Google è accusata (anche da Microsoft) di sfruttare il suo dominio per favorire i suoi servizi nei risultati di ricerca. La UE ha chiesto a Google di porre rimedio a questa situazione. E Google deve trovare in fretta una soluzione. Anche perché Google, che ha fatturato circa 40 miliari di dollari l’anno scorso, rischia una multa pari al 10% del fatturato: 4 miliardi di dollari. Ecco dunque l’interrogativo miliardario che arrovella Eric Schmidt e i manager di Google: che fare per evitare una maxi multa stile Microsoft, sotto l’ex commissario Mario Monti?
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