Google fa marcia indietro con Aol

Aziende

Nel 2005 Google ha investito un miliardo di dollari in Aol, in cambio di una fetta, pari al 5%, della divisione Internet di Time Warner. Ma adesso Google rivuole indietro quel che rimane dell’investimento: appena 274 milioni di dollari

A suo tempo fu quasi una battaglia campale: riuscire a ottenere il 5% di Aol, per impedire l’ingresso al motore di ricerca di Microsoft. Ma dal 2005, molta acqua è passata sotto i ponti del mercato dei motori di ricerca. Google fa marcia indietro su Aol, la divisione Internet di Time Warner: nel 2005 Google ha investito un miliardo di dollar i in Aol, in cambio di una fetta, pari al 5%, della divisione; ora rivuole indietro il capitale investito nella partecipazione. Scatta l’ora del Payback. L’investimento, del resto, si è svalutato: perdendo 726 milioni di dollari, dopo gli sconquassi di borsa del 2008-2009. Google si accontenterebbe di riportare a casa 274 milioni di dollari: domani potrebbero ancora scendere. Lo riporta The Register .

E poi da allora il mondo online è cambiato. Microsoft non ha occhi che per Yahoo! (e anche qui Google cercò di lanciare un salvagente al rivale Yahoo!, pur di impedire a Microsoft di rafforzarsi nel settore; ma l’operazione è naufragata, a causa dell’Antitrust Usa). E Google si è rassegnata anche su questo fronte.

Ormai Google ha preso anche altre strade: sta cercando di rendere Youtube monetizzabile ; è nel mercato Saas con offerte B2b, in funzione anti Microsoft Office; è presente nel mercato della telefonia mobile, per contrastare Windows Mobile, con il suo promettente Google Android ; ha perfino lanciato un browser, Google Chrome, in crescita (sopra l’1%, ha sorpassato Opera), che in prospettiva può rosicchiare posizioni a Internet Explorer (crollato per la prima volta sotto la soglia del 70%). E molto altro ancora.

Google sta diventando adulta : dopo aver tagliato i rami secchi, cerca di ridurre le spese “inutili”, per far fronte alla recessione globale (di cui per ora non c’è gran traccia nell’advertising online, ma non si sa mai). E fa un’inversione a U con Aol: era priorità ieri, oggi no.

Autore: ITespresso
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