Google Glass, i Garanti Privacy vogliono vederci chiaro

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I Google Glass in vendita per tutti negli USA il 15 aprile

I Garanti Privacy hanno messo i Google Glass sotto la lente: dal Canada al Messico, dall’Italia all’Australia. Anche il Garante italiano Antonello Soro chiede spiegazioni sulla raccolta di dati personali

La Privacy rimane la Cenerentola digitale: vedi il caso Prism e il rilascio di tecnologie sepre più intrusive. I Garanti Privacy hanno messo i Google Glass sotto la lente: dal Canada al Messico, dall’Italia all’Australia, i Garanti Privacy vogliono vedere gli occhialini intelligenti di Google in azione, per capire la dinamica della raccolta di dati personali. Il Global Privacy Enforcement Network (GPEN), che riunisce i garanti per la tutela dei dati personali in dieci Paesi del mondo – fra cui Australia, Canada, Israele, Messico e Svizzera -, hanno inviato una lettera al CEO di Google Larry Page per effettuare un confronto, visto che i dubbi sollevati sulla privacy e l’iper sorveglianza aumentano: “La paura è di una sorveglianza ubiqua di individui su altri individui“.

Anche il Garante Privacy italiano, Antonello Soro, non lesina dubbi, e ha pubblicato la lettera destinata ai vertici dell’azienda californiana di Mountain View, in cui si sottolineano le questioni più scottanti: la condivisione con le terze parti e l’uso di microfono/microcamera con raccolta dati senza esplicito consenso da parte dei soggetti registrati o ripresi. Anchew se è vero che i Google Glass hanno escluso qualsiasi applicazione in grado di riconoscere estranei di passaggio, rimane controverso come le apps sfrutteranno la videocamera o il microfono.

Nelle scorse settimane, il Congresso USA e i legislatori sono preoccupato per l’effetto dirompente che la Wearable technology, la tecnologia da indossare, potrebbe avere sulla vita delle persone, mettendo a repentaglio la tutela della privacy. Si ptrefigura un Panopticon mondiale, nell’era dei Google Glass? Membri del Congresso hanno scritto una lettera al Ceo Larry Page di Googleper chiedere al colosso di Mountain View se intende adottare misure di protezione della riservatezza. I Parlamentari statunitensi vogliono conoscere le misure proattive per difendere la privacy dei non-utenti, di coloro cioé che finiscono “nel mirino” dei Google Glass inforcati da altri. Sono curiosi di sapere se verrà implementata la tecnologia di riconoscimento facciale e “quanta privacy” sarà presa in considerazione quando saranno approvate le apps.A proposito di applicazioni, Facebook e Twitter hanno svelato apps per i Google Glass. In particolare, Facebook ha creato  software in gradio di effettuare l‘upload di foto scattate con  Google Glass sul suo social network. Anche Twitter  sarà in grado di condividere foto e mantenere i contatti con i Follower di chi indossa gli occhialini intelligenti.

I Garanti Privacy accendono un faro sui Google Glass
I Garanti Privacy accendono un faro sui Google Glass

Il rischio di un “Panopticon globale”, di cui PRISM sarebbe solo la punta dell’ice-berg, sta mettendo l’opinione pubblica mondiale in allerta. Le autorità per la protezione della riservatezza vogliono invece aprire un vero dialogo con Google. Finora avevano enfatizzato la necessità di blindare la privacy nello sviluppo di prodotti e servizi, prima del lancio.

Per alleviare le preoccupazioni e per fugare dubbi, chiedono anche una dimostrazione pratica dei Google Glass. I timori sono legati al riconoscimento facciale, alla condivisione dati e alle questioni social originate da chi li indossa.

La Wearable technology che è destinata a valere 6 miliardi di dollari entro il 2016, secondo IMS Research. Secondo Juniper Search, saranno vendutoi 70 milioni di gadget “da indossare” entro il 2017, contro i 15 milioni di quest’anno: da quelli per monitorare il fitness agli smartwatch(a cui stanno lavorando Apple, Samsung, ma anche Microsoft).

Autore: ITespresso
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