Google impazza

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Ecco Google Chrome, il nuovo browser open source di Google. Presentato prima in fumetti, ora la beta è per tutti disponibile, anche in italiano. Ma Chrome è qualcosa più di un browser, è una piattaforma per le applicazioni Web.

La guerra dei browser torna in grande spolvero: la sfida di Google a Internet Explorer di Microsoft va però oltre. A Google serve un browser che non cancelli cookie e non ostacoli l’advertising online. Tuttavia, Google Chrome non è solo un browser, ma una vera piattaforma dedicata al Web 2.0, al Web mobile e alle applicazioni Web nell’era del software come servizio (Saas)

Se Google avesse voluto un browser migliore, avrebbe potuto limitarsi a investire ulteriormente in Firefox. Ma a Google interessa qualcosa di più: attaccare Microsoft, reduce dal fallimento dell’Opa su Yahoo!, a un livello ancora superiore. Se il Pc migra online e il software diventa servizio (Saas), il browser diventa la porta di accesso al computer. Google Chrome è qualcosa più di un browser, è una piattaforma per le applicazioni Web. Il browser di Google batte in velocità Firefox, Internet Explorer e Safari nei test per i JavaScript, la chiave di volta delle rich Web app.

Si tratta del browser, in beta, dedicato al Web 2.0, al Web mobile di Google Android e alle applicazioni Web della rich Internet. Ma non è solo un browser, bensì una piattaforma per i Pc nell’era Saas (software as a service).

A Google serve senza dubbio un browser che non cancelli cookies e non ostacoli l’advertising online: guarda caso è l’obiettivo che ha Internet Explorer 8, con le nuove opzioni per non lasciare tracce nella navigazione onlin e. Ma a Google interessa anche qualcosa di più di un browser che non protegga troppo la nostra privacy online: Google punta a browser come piattaforma (browser-as-platform): una macchina basata su Linux con Chrome e molte Chrome apps, è fantasia oggi, ma in futuro chissà. Sarebbe una vera minaccia puntata al cuore di Microsoft.

Il Web del futuro non sarà centrato sul Pc, ma sarà mobile e nel cloud computing: e potrà conquistarlo solo una piattaforma mobile, ambiziosa, e non un semplice browser del Web 1.0.

Google sta inoltre costruendo software dedicati a servizi di telefonia mobile: il browser serve a raggiungere le informazioni ovunque.

Quando Google acquisì GreenBorder nel maggio 2007, si pensava che fosse una mossa a uso interno. Ora forse ci rendiamo conto che il Gbrowser , come veniva definito all’epoca, oggi battezzato Google Chrome, è un vecchio sogno di Google.

Google ha recentemente svelato che una pagina Web su dieci contiene codice malware in grado di infettare un Pc. GreenBorder utilizza ciò che descrive come virtualizzazione just-in-time per i browser. In questa modalità, i malware incontrati eventualmente durante la navigazione in Rete, non potrebbero andare oltre i confini della sandbox, evitando di infettare la configurazione di sistema: concettualmente, assomiglia alla Modalità protetta di Internet Explorer 7 su Windows Vista.

Infine, diamo uno sguardo ai dati di Net Applications sulle statistiche dei browser (dati di giugno): Firefox, in tutte le sue versioni, detiene il 19% di market share, con un incremento dello 0,6%nel mese di Firefox 3.0: Firefox guadagna alle spese di Internet Explorer. Firefox al 19%, erode quote a Internet Explorer: il browser di Microsoft, infatti, è passato dal 79% di agosto 2007 al 73% di oggi, mentre Firefox un anno fa era al 14,6%. Anche Apple Safari è cresciuto, in questo arco di tempo, dal 4,7% al 6,3%, anche grazie al Web mobile di iPhone.

Autore: ITespresso
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