Google, la liberazione dei dati e il Web che verrà

AziendeNetworkProvider e servizi Internet

C’è un team in Google che si occupa di semplificare la vita a chi utilizza i servizi “in the cloud”, per consentire la migrazione e l’esportazione dei dati quando occorre. Un tema caro agli utenti, e vicino ad altre problematiche, come quelle relative ai sistemi open, alla privacy e alla proprietà dei dati

Brian Fitzpatrick è Engineering Manager in Google, ha avviato gli uffici del gigante di Mountain View a Chicago nel 2005 e dirige il Fronte per la liberazione dei Dati. Si chiama proprio così il suo team, che esiste ed è nato per semplificare al massimo tutte le operazioni di importazione ed esportazione dei dati dai servizi online. Brian ci spiega i suoi progetti utilizzando un Mac (Apple di questi tempi non è l’amico numero uno di Google), su cui campeggia un adesivo con la scritta: “My other computer is a data center”. Sistemi in the cloud come Google Docs, ma più comunemente i servizi di posta elettronica consultabili via Web e gli album di foto online conquistano sempre di più la fiducia degli utenti, che possono accedere ai propri dati da qualsiasi parte del mondo e praticamente da qualsiasi dispositivo collegato alla rete. E’ un indubbio vantaggio quello di avere ‘parcheggiati’ i propri file sulle nuvole, nei data center di chi offre il servizio, ma in tanti casi, mentre è facile archiviare online, si scopre poi che non è così semplice compiere il passo indietro e riportarsi i dati a casa.

Brian Fitzpatrick, engineering manager di Google
Brian Fitzpatrick, engineering manager di Google
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore