Google lancia Instant Pages, la ricerca per immagini e vocale su desktop

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Per chi ha fretta di ottenere risultati più veloci, Google ha svelato la nuova funzionalità Instant Pages e migliorato la ricerca mobile. Come funzionano la ricerca vocale e per immagini su desktop con il browser Chrome

Debuttano le Instant Pages (che dimostrano la volontà di Google di velocizzare tutto Internet), la ricerca per immagini e la ricerca vocale per desktop all’evento Inside Search di San Francisco.

Dopo Google Instant, il motore di ricerca di Mountain View ha deciso di aiutare gli utenti a ottenere i propri risultati desirati più velocemente che nel passato, ottimizzando anche la ricerca mobile.  Le Instant Pages sono disponibili sulla versione test di Chrome e saranno incluse nella prossima Beta.

Ecco come funzionano: dopo aver immesso un’interrogazione (search query), gli utenti potranno  aprire i risultati quasi all’istante, senza perdite di tempo. In precedenza il caricamento pagina da Google Search impiegava circa 5 secondi per completarsi; adesso l’homepage del The Washington Post, che di solito impiega 3.2 secondi, con Instant Pages appare quasi all’istante.

Ma le novità più eclatanti sono altre due: la ricerca per immagini e la ricerca vocale per desktop. La ricerca vocale (Voice Search) presente su Android conquista il computer: arriva su Chrome, e si presenta con l’icona di un microfono accanto alla stringa di ricerca, mentre Search by Image (la ricerca per immagini) è disponibile sia su Chrome che su Firefox (ma sul browser di Mozilla come estensione).

La ricerca per immagini si effettua trascinando un’immagine o tramite “taglia e incolla” di un’URL sul box di ricerca e, a quel punto, Google cerca di riconoscere l’immagine, magari identificando la località in cui una foto è stata scattata.

L’applicazione della ricerca mobile (mobile-search app) semplifica l’input di interrogazioni e agevola i risultati.

La ricerca vocale di Google su desktop
La ricerca vocale di Google su desktop

Secondo Technology Review, Google sfrutta l’SPDY, un protocollo di ottimizzazione in grado di negoziare e ottimizzare i trasferimenti di dati tra un server e il browser, disponibile come prodotto commerciale.
Riporta Gizmodo: “L’azienda di ottimizzazione di siti web Strangeloop ha integrato l’SPDY nel suo prodotto di punta che è Site Optimizer, un software che si colloca a metà tra un sito web e l’utente e sistema il codice del sito per rendere il caricamento delle pagine più veloce. I clienti di Strangeloop avranno la possibilità di attivare facilmente il protocollo. Nei test, il protocollo ha velocizzato i siti web dal 10 al 20 per cento“.

La ricerca per immagini su Google con Chrome
La ricerca per immagini su Google con Chrome

Autore: ITespresso
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