Google: Microsoft invoca l’Antitrust

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L’alternativa a PayPal si affaccia nel Regno Unito. L’Antitrust Usa, invocata
da Microsoft, alza le antenne sull’ultima acquisizione di DoubleClick

Nemesi storica: Microsoft invoca l’antitrust. Succede oggi, a poche ore dall’acquisizione di DoubleClick da parte di Google. L’Uragano Google è ormai temutissimo: le aziende concorrenti temono una concentrazione senza precedenti sul mercato della pubblicità online. E Google viene additato come un violatore di competitività e privacy (in quanto DoubleClick profila informazioni sul comportamento degli utenti di Internet). AT &T grida che, se l’acquisizione di DoubleClick andasse in porto, Google sarebbe in grado di salvare o rovinare un’impresa. Ma la verità è che, con questa mossa valutata la cifra da capogiro di 3,1 miliardi di dollari, Google ha sbarrato per molto tempo la strada a Microsoft e getta una testa di ponte significativa per andare a lla conquista del mercato advertising offline: carta stampata, radio e televisione. Insomma, Google non è più adolescente, ma un colosso aggressivo all’assalto dei media tradizionali. Nel frattempo, Google che fa? Da un lato il suo Ceo rassicura sul fatto che otterrà l’approvazione dell’autorità regolatrice in materia antitrust; dall’altro lato, non curante delle critiche, lancia in Europa il suo servizio di pagamento online, alternativo a PayPal di eBay. Google Checkout approda in Europa, per ora in Gran Bretagna: il nuovo sistema di pagamenti virtuali spera di spendere il nome della BigG, per fidelizzare ancora nuovi e vecchi utenti.

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