Google News e Books: l’autunno caldo di Google

Autorità e normativeNormativa

Lo scontro tra Google Italia e Fieg arriva in California: l’Antitrust italiano notifica l’indagine negli Usa. Invece, Google Books è finito nel mirino degli editori italiani dell’Aie

Si profila un autunno caldo per Google. Due sono i fronti aperti: uno internazionale, il patteggiamento di Google Books; l’altro “nazionale”, per ora limitato all’Italia (ma ora approvato, per procedura tecnica, anche negli Usa), la querelle su Google News . Iniziamo da quest’ultima vicenda.

L’Antitrust ha messo sotto la lente Google News, accusata dagli editori italiani di abuso di posizione dominante. E adesso l’indagine è sbarcata anche negli Usa, con la richiesta da parte di Antonio Catricalà dei documenti alla sede della società di Google. In attesa di rispondere in modo ufficiale all’istruttoria dell’Antitrust, Google Italia ha preso posizione contro la Fieg, spiegando che il servizio di News non sottrae lettori, bensì fa lievitare i visitatori ai siti di notizie. Ma gli editori controbattono che Google News avrebbe un “impatto negativo sulla capacità degli editori online di attrarre utenti e investimenti pubblicitari“. La guerra delle news è iniziata: l’indagine dovrà verificare se il servizio che consente di confrontare news da differenti giornali (25mila fonti diverse, in 25 lingue), violi le normative Antitrust.

Più intricata è invece la vicenda del Patteggiamento di Google: che, dopo aver subìto il ricorso di Amazon e lo stop tedesco al patteggiamento, per motivi di copyright, ora ha sollevato le forti critiche dell’italiana Aie .

Gli editori italiani sono contrari a un regime speciale dei diritti d’autore a favore di una singola impresa, denunciano i rischi di monopolio e scelte tecnologiche inadeguate.

L’AIE ha presentato oggi le sue obiezioni formali alla corte di New York e il suo parere all’audizione della Commissione europea, supportata da un’indagine sulla qualità (giudicata pessima) della banca dati. Il patteggiamento prevede che Google possa digitalizzare e vendere in diverse forme le opere fuori commercio a meno che gli autori o gli editori non dispongano diversamente registrandosi in un apposito Registro: “Ciò viola in più parti la Convenzione di Berna sul diritto d’autore – si legge una nota – che stabilisce il consenso preventivo per qualsiasi utilizzo delle opere e che la tutela prescinda da qualsiasi registrazione”.

Autore: ITespresso
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