Google News, l’inversione a U degli editori spagnoli

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L’addio di Google News alla Spagna spaventa gli editori iberici, pronti a tornare sui propri passi nella guerra agli aggregatori di notizie

La chiusura di Google News in Spagna ha messo in allarme gli editori. Quegli stessi editori che avevano chiesto a gran voce che Google venisse “tassata”, per linkare gli articoli dei giornali nell’edicola digitale dell’aggregatore di notizie, ma che ora sarebbero pronti ad inchinarsi ai piedi del motore di ricerca di Mountain View: perché – ormai è chiaro a tutti – che se Google News chiudesse i battenti in Spagna, a farne le spese sarebbero i click dei giornali, visto che l’aggregatore di news di Google porta fra il 10 e il 40 per cento di traffico. Tempo fa, i siti del potente editore tedesco Axel Springer, hanno sperimentato un addio a Google News: in due settimane, hanno registrato un crollo verticale del 40% rispetto ai click ottenuti via motore di ricerca e dell’80% rispetto al traffico generato dall’interfaccia Google News. Un’emorragia insostenibile.

Google News, gli editori spagnoli verso l'inversione a U
Google News, gli editori spagnoli verso l’inversione a U

Gli editori spagnoli, spaventati dalle proiezioni, devono essersi sentiti i protagonisti della straniante battaglia contro i mulini a vento nei panni del povero Don Chisciotte: adesso sarebbero pronti a una clamorosa inversione a U, dopo aver perso il braccio di ferro con Google, che non ha digerito l’introduzione di una legislazione da gennaio, che introduce l’art. 32.3, in cui il diritto d’autore obbligherà gli aggregatori di notizie a pagare un contributo ai produttori di contenuti anche per pubblicarne solo una breve anteprima. L’incauta normativa è frutto delle pressioni dell’Asociaciòn de Editores de Diarios Espanoles (AEDE) sul Parlamento spagnolo. Pressioni a cui Google risponde con la fuga dal Paese, perché l’assenza incute timore agli editori, già falcidiati dalla crisi economica.

E così gli editori iberici, dopo aver esercitato pressione per imporre a Google di pagare per l’utilizzo dei contenuti, ora starebbero tornando sui loro passi, per chiedere al governo nuove misure, per obbligare Google a rimanere nel Paese.

UPDATE: Due giorni dopo la chiusura del servizio News da parte di Google, il traffico internet su 50 siti di informazione spagnoli è sceso del 10-15% e ha colpito soprattutto i piccoli siti. Lo riporta Chartbeat.

Autore: ITespresso
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