Google non ci sta e vuole ribaltare la situazione con la Ue

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Google ha presentato ricorso contro la multa da 2,42 miliardi di euro che la Commissione Europea aveva inflitto per abuso di posizione dominante

Google non ci sta alla mega sanzione che Bruxelles gli ha inflitto a fine giugno, si parla di mega multa per abuso di posizione dominante, e lancia una controffensiva alla stessa Commissione Europea che ha emesso la sanzione da 2,42 miliardi di euro. Secondo quanto ha riportato Radiocor, un rappresentate della Corte di Giustizia ha riferito ad Afp che “il ricorso di annullamento è stato effettivamente depositato”. Insomma, un balletto che si ripete, anche se questa volta, l’importo della sanzione fece notizia.

A fine giugno scorso, fu la stessa Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, a dichiarare: “Google ha lanciato tanti prodotti e servizi innovativi che ci hanno cambiato la vita. Gli effetti sono indubbiamente positivi. Ma nella strategia attuata per il suo servizio di acquisti comparativi, non si è limitata a rendere il suo prodotto migliore di quelli concorrenti per attrarre più clienti. Google ha abusato della sua posizione dominante come motore di ricerca per promuovere il suo servizio tra i risultati della ricerca e per retrocedere quello dei concorrenti. Google ha tenuto un comportamento illegale ai sensi delle norme antitrust dell’UE perché ha impedito ad altre imprese di competere in base ai propri meriti e di innovare. Ma soprattutto, ha negato ai consumatori europei la possibilità di scegliere liberamente i servizi e di sfruttare appieno i vantaggi dell’innovazione”.

Google I/O 2017 - keynote
Google I/O 2017 – keynote

Insomma, una sentenza storica che arrivava dopo circa sette anni di indagini e prove che la Commissione europea ha raccolto e riportato in un testo. Questa sentenza ha una valenza storica proprio perché, per la prima volta, si mette in discussione l’algoritmo e tra le righe della nota della Commissione si legge che la società ha sistematicamente attribuito una posizione preminente al proprio servizio di acquisti comparativi. Quindi, quando il consumatore effettua una ricerca su Google in relazione alla quale il servizio di acquisti comparativi della società americana vuole proporre risultati, questi sono visualizzati in cima ai risultati della ricerca o comunque tra i primi.

Inoltre, nelle pagine dei risultati della ricerca Google ha retrocesso i servizi concorrenti di acquisti comparativi. Questi servizi sono visualizzati sulla base di algoritmi di ricerca generica, che Google ha impostato secondo una serie di criteri che finiscono per far retrocedere i servizi di acquisti comparativi concorrenti. I dati dimostrano che anche i servizi concorrenti più alti in graduatoria finiscono in media solo a pagina quattro dei risultati di ricerca su Google e altri figurano ancora più in basso. Il servizio di acquisti comparativi di Google non è soggetto agli algoritmi di ricerca generica della società, per cui non viene retrocesso. Tale servizio è quindi molto più visibile ai consumatori nei risultati della ricerca su Google rispetto ai servizi concorrenti.

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