Google: non è finito lo sviluppo Enterprise

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Roberto Solimene, direttore Enterprise Europa di Google, anticipa a Vnunet le strategie e non esclude l’upgrade di Mini con un’appliance più potente

Porte aperte a novità nell’area Enterprise e possibilità di effettuare l’upgrade di Google Mini con una ‘macchina’ più potente entro un anno dall’acquisto, scontando il prezzo intero del Mini attuale. E’ questo quanto ha anticipato a Vnunet Roberto Solimene, direttore Enterprise Europa di Google, contestualmente al lancio dei due nuovi modelli di Google Mini ( http://www.vnunet.it/detalle.asp?ids=/Notizie/Internet/Utilit?/20060124016 ). Solimene ha annunciato che queste due novità sono in grado rispettivamente di indicizzare e cercare fino a 200 mila e a 300 mila documenti, e vanno a completare la gamma di modelli già esistenti che ricercano fino a 100 mila e 500 mila. La domanda sorge spontanea: E’ ormai completa l’offerta in area Enterprise con il lancio di questi due ultimi prodotti? “Vogliamo migliorare l’esperienza di motori di ricerca dentro l’azienda – spiega Solimene -. Questo non esclude che in futuro potremmo rilasciare altri prodotti che andranno verso l’area Enterprise. Per esempio si può immaginare un Google Earth per Enterprise, in parole semplici, un sistema satellitare pensato per le aziende, quindi, a una versione che possa essere modellata per esigenze diverse, come per esempio quelle di un’azienda petrolifera o immobiliare”. Solimene anticipa anche che sarà possibile effettuare l’upgrade dei prodotti. “Le società non intenzionate a effettuare un investimento consistente per un modello potente potrebbero puntare inizialmente su un modello Google Mini, testarlo per capire se fa al caso loro e, entro un anno dall’acquisto, fare l’upgrade verso una macchina più potente. Entro questo periodo – specifica Solimene – ci riprenderemo il vecchio Mini, scontandone il prezzo su quello di listino della nuova macchina”. Dal punto di vista distributivo, in Italia “abbiamo una rete diretta, con una divisione Enterprise e abbiamo intenzione di creare un network di partner italiani: al momento sono due le aziende con cui abbiamo già firmato, ma il loro nome è ancora top secret”, conclude Solimene.

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