Google One Pass è l’alternativa per comprare giornali e news

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Come Google gestisce le richieste dei governi

Google One Pass apre alle news a pagamento con un servizio più generoso con gli editori del sistema di in-app purchase di Apple

Dopo aver illustrato la crescita di Android al Mobile World Congress , Eric Schmidt di Google vola a Berlino a presentare i business legati ai tablet: anche Google offre le news a pagamento, ma per sé trattiene solo il 10% lasciando il 90% agli editori. L’ecosistema di Google si arricchisce infatti con Google One Pass (finora noto con il nome in codice di NewsPass), l’alternativa per gli editori per vendere giornali, riviste e news. Google sfida il meccanismo in-app purchase di Apple (che ha debuttato sul Daily, il giornale solo per iPad di Rupert Murdoch e in cui Apple è partner tecnologico). Google One Pass è il servizio di pagamento dei contenuti digitali. Ma a differenza di Apple che trattiene per sé il 30% e rigira agli editori solo il 70%, Google One Pass è un sistema di condivisione ricavi (revenue share) più generoso del rivale. Offre una funzionalità “acquista una volta-visualizza ovunque” che permette agli utenti di visualizzare i contenuti acquistati su tutti i loro dispositivi.

Eric Schmidt, quasi ex chief executive di Google, ha lanciato il servizio One Pass ad una conferenza tenutasi a Berlino. Ha detto Schmidt: “La nostra intenzione è di non farci i soldi sopra noi,” aggiungendo: “Vogliamo che siano gli editori a guadagnare tutto il denaro. Google One Pass offrirà un singolo punto di pagamento per contenuti digitali (e-content) attraverso siti Web e applicazioni mobili. Una sorta di Faq del servizio illustra come funziona One Pass: i lettori che acquistano dall’editore One Pass possono accedere ai loro contenuti su tablet, smartphone e siti web usano un unico sign-on con email e password. Il servizio aiuta gli editori ad autenticare gli abbonati in modo che non debbano riregistrarsi per accedere agli e-content su nuovi device.

Il vantaggio di Apple è di avere le carte di credito di 160 milioni di account di utenti, mentre Google non le ha e sfrutterà Google CheckOut. Ma Android ha già superato Symbian e diventerà la piattaforma mobile numero uno.

Google offre un’alternativa vantaggiosa dal punto di vista economico rispetto all’edicola digitale dai costi proibitivi di Apple App store, che vorrebbe trattenere il 30% sulla vendita di riviste e giornali. Google si limiterà al 10%, lasciando il 90% ai publisher. Al Mobile World Congress Eric Sxchmidt aveva detto che sono attivati 300 mila Android al giorno e sono sul mercato 170 dispositivi Android. Schmidt ha anche illuatrato la clausola anti-frammentazione su Android Market, ma la frammentazione sarà superata man mano che tutti convergeranno su Gingerbread.

Eric Schmidt, Ceo di Google
Eric Schmidt di Google

Autore: ITespresso
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