Google Onebox, le alleanze per i dati

Management

Amministrazioni e banche cercano i dati con Google Search Appliance

Mentre la recente revisione di Google Desktop metteva in agitazione gli addetti alla sicurezza aziendale per le sue ampie capacità di ricerca su client e sistemi, Google metteva a punto una strategia di offerta per il mondo delle piccole aziende e delle grandi corporation che attirasse gli utenti aziendali a prendere confidenza e a utlizzare i suoi servizi.

Il primo buon proposito è un appliance Google Search. Si tratta di un sistema hardware che nel cuore di un data center analizza la rete interna aziendale, replicando in piccolo quello che fa il motore di ricerca Google su tutto il web. Gli esperti ammettono che, specie nella grandi aziende, trovare un’informazione che sta nella rete può diventare più lungo e difficile che fare una delle solite ricerche con Google su Internet. La gestione dei contenuti aziendali non strutturati con i relativi problemi di indicizzazione e catalogazione , oltre che di archiviazione, è da sempre un assillo dell’It manager. L’offensiva aziendale di Google, raccontano le cronache, nasce da un piccolo gruppo di lavoro che sta dietro al progetto da un paio di anni. Ora che le appliance ci sono, anche altre aziende come Salesforce.com, Sas e Cognos possono approfittarne per portare le ormai familiari funzioni di ricerca di Google in un settore, la ricerca dei dati, che negli ambienti aziendali non ha mai brillato per facilità d’uso.

La chiave di volta di queste alleanze è la funzione Onebox nella versione Enterprise. Lo scopo degli sviluppi congiunti con le altre aziende del data mining, del Crm e della Business Intelligence è però quello di ottenere risposte all’interno dei firewall aziendali che comprendano non solo testo, ma anche immagini e grafici, contatti, ordini, informazioni sul personale. Insomma spiegano in Google,lo scopo è di stanare le informazioni aziendali che stanno protette, ma segregate, all’interno dei tradizionali ?silos? informativi di ogni azienda. La procedura di interrogazione su Google.com che prende il nome di Onebox, è disponibile ora nella versione aziendale all’interno di una nuova Google Search Appliance. Da tempo Google vende diversi tipi di ?macchine? di ricerca alle aziende con prezzi che partono da poco meno di duemila euro per il modello più piccolo, Google Mini, che, recentemente rinnovato, è disponibile anche in Italia con diverse versioni in grado di cercare da 50 mila a 300 mila documenti. Nella nuova Google Search Appliance, oltre alle estensioni Onebox di cui si è detto, sono state rese disponibili nuove funzionalità che riguardano la sicurezza e l’autenticazione a livello enterprise con i protocolli Ldap e Saml, e le prestazioni elevate fino a 25 interrogazioni al secondo su un server e fino a 3 milioni di documenti su unico server.

Come annunciato da Carlo Marchini, sales manager Enterprise Division di Google Italia in sede di presentazione della nuova linea di appliance, sono circa una quindicina gli attuali clienti italiani della Search Appliance di Google, tra i quali spiccano molte realtà della Pubblica Amministrazione locale e centrale, in primis la Regione Lombardia. Nel privato una delle più recenti applicazioni riguarda il sito di Iwbank, banca online del gruppo Bpu. E’ il primo esempio di una banca che realizza il proprio sito web rivolto alla clientela riorganizzandolo interamente attorno alla modalità di navigazione tipica dei motori di ricerca. Anche se Google non rilascia ufficialmente dati separati di fatturato per area di business, gli analisti stimano che alla fine dello scorso anno, il primo di piena attività soprattutto in Europa, il settore della ricerca per le aziende quotasse per l’1% del fatturato totale di 6 miliardi di dollari.

Autore: ITespresso
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