Google pagherà 320 milioni di euro al fisco italiano

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Pace fatta con il fisco italiano: Google pagherà le tasse su un imponibile di 800 milioni di euro in cinque anni
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Pace fatta con il fisco italiano: Google pagherà le tasse su un imponibile di 800 milioni di euro in cinque anni. UPDATE: Il motore di ricerca smentisce l’accordo

Google stipula la pace con il fisco italiano. Il motore di ricerca di Mountain View pagherà 320 milioni di euro al fisco italiano. Grazie all’intesa raggiunta, sotto la regia dell’avvocato Paola Severino, Google pagherà le tasse su un imponibile di 800 milioni di euro in cinque anni, pari a circa il 40% per gli anni 2008-2013.

Google in Italia genera molti utili su cui paga le tasse non nel nostro Paese, dove versava solo 1,8 milioni nel 2013, bensì in Paesi a fiscalità privilegiata, dall’Irlanda all’Olanda.

Pace fatta con il fisco italiano: Google pagherà le tasse su un imponibile di 800 milioni di euro in cinque anni
Pace fatta con il fisco italiano: Google pagherà le tasse su un imponibile di 800 milioni di euro in cinque anni

In passato il chairman di Google Eric Schmidt si era giustificato così: “Quello che facciamo non è evadere le tasse: si chiama capitalismo. (…) Siamo molto orgogliosi della struttura che abbiamo messo in piedi, basata sugli incentivi che i vari governi ci offrono per operare nelle loro giurisdizioni. A un settimanale italiano, nel luglio 2011, Schmidt aveva precisato: “Abbiamo l’obbligo verso gli azionisti di adottare una struttura fiscale efficiente ma rispettiamo le leggi di ciascun paese in cui operiamo“.

I governi europei hanno denunciato perdite per un trilione di dollari. I leader europei chiedono che vengano intraprese azioni per sanare questi “buchi”, ricorrendo all’Ocse, ai trattati bilaterali e a norme “anti-abuso”.

Le grandi aziende IT sono state accusate di sfruttare le “falle” della normativa europea per eludere il fisco.

I Presidenti del Consiglio europei hanno affrontato il tema su come combattere le tecniche usate dalle grandi aziende per eludere, legalmente, il fisco.

Eppure, nel 2012 negli Stati Uniti, era stata Google a lanciare un Tax contest intitolato “Where Did My Tax Dollars Go?” (traduzione: “Dove vanno le mie tasse?”), in cui la giuria di Google aveva premiato il vincitore per aver fornito un’ “informazione-ricca ma disegnata con eleganza“. Un contest molto utile per educare i giovani alla fedeltà fiscale, fin dalle scuole elementari e medie.

UPDATE ore 11.36: Google smentisce l’accordo. “La notizia non è vera, non c’è l’accordo di cui si è scritto. Continuiamo a cooperare con le autorità fiscali“. Secondo Reuters Italia, la procura di Milano ha spiegato cje Google “si è riservata di fornire dati ed elementi che consentano di quantificare la redditività in Italia delle proprie attività economiche” ma senza palesare l’ipotesi di reato. Inoltre “all’esito saranno tratte le valutazioni conclusive sia sotto il profilo fiscale che sotto il profilo della qualificazione penale” – spiega una nota.

Autore: ITespresso
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