Google patteggia per la privacy violata su Buzz

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Accordo fra Google e Federal Trade Commission (Ftc) per chiudere il contenzioso sul servizio di social network di Google Buzz.

Google ha deciso di patteggiare per la violazione della privacy in cui era inciampato lo sfortunato lancio di Google Buzz, il tentativo di social network del motore di ricerca. Accordo fra Google e Federal Trade Commission (Ftc), dopo il recente “mea culpa” recitato da Google. Ftc aveva accusato Google di aver utilizzato “tattiche ingannevoli” e di aver violato le proprie stesse policy privacy. A chiedere l’intervento di Ftc era stato l’Electronic Privacy Information Center.

Dopo la vicenda dell’acquisizione di dati via wi-fi con le Street View Car (costata una salata multa da 100 mila euro a Google a Parigi), Google Buzz rappresenta il caso più grave di violazione della privacy: una class action ha obbligato il servizio di social networking a pagare 8,5 milioni di dollari per mettere fine al contenzioso. La cifra tiene conto dei milioni di utenti di Gmail che avevano nel frattempo ricevuto inusuali scuse.

Google verserà un totale di 8.500.000 dollari in un conto fruttifero in cui i soldi, più gli interessi, costituiranno un Fondo Comune. In sostanza, sono troppi gli utenti coinvolti nella vicenda e sarebbero pochi coloro che hanno subito un danno quantificabile a causa della policy di Buzz: i soldi che Google è stata condannata a pagare non saranno elargiti agli utenti ma finiranno a finanziare associazioni e organizzazioni che si occupano della tutela della privacy su internet negli Stati Uniti.

Secondo BGC Partners LP Google preferisce chiedere scusa e patteggiare, per evitare i problemi che ha incontrato Microsoft 10 anni fa, quando questioni regolatorie hanno rallentato il colosso di Redmond.

Google Buzz patteggia
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Autore: ITespresso
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